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Medioevo romantico, di Paolo Golinelli

Pubblicato: 18 gen 2012 da Roberto Russo

Paolo Golinelli, Medioevo romanticoA voler ben guardare, cos’è che unisce noi italiani in un’unica identità? Di primo acchito verrebbe da dire: poco o nulla. Poi magari ci si pensa e iniziamo a trovare varie motivazioni. Dalla geografia particolare che definisce bene i confini all’unità religiosa (il cattolicesimo, con tutti i suoi pro e i suoi contro): in mezzo, una marea di di motivazioni, più o meno condivisibili. Ma c’è qualcosa di più profondo? Paolo Golinelli, ordinario di storia medievale e didattica della storia all’università di Venezia, individua il collante dell’identità nazionale nel Medioevo. Così lontano nel tempo? Secondo Golinelli sì e gli argomenti che porta a sostegno della sua tesi sono affascinanti e condivisibili.

Golinelli, rifacendosi a Ludovico Antonio Muratori, vede nel Medioevo “le origini delle nostre tradizioni, dei nostri costumi, delle nostre leggi, della nostra letteratura”. Ed è proprio nella letteratura la chiave di volta dell’unità nazionale italiana:

La presenza di una letteratura nazionale, con la sua capacità di veicolare narrazioni, esempi eroici, interpretazioni e ideali attraverso i mezzi più diversi – dalla scrittura alla trasmissione orale; dal teatro alle immagini, alla musica – nei qual gran parte del popolo si identificava, costituì il cemento unificatore della nostra nazione. C’è quindi un forte nesso tra Medioevo e Ottocento italiano, testimoni di un duplice “risorgimento della nazione” […]: il primo di carattere linguistico e culturale, il secondo approdato all’indipendenza e all’unità nazionale.

Del resto,

Alla base dell’insegnamento della scuola del tardo Ottocento e fino almeno alla fine del Novecento esisteva un “canone” di testi che costituivano il background culturale degli Italiani […], che apprendevano la storia nazionale nel ripetersi dei cicli dalle elementari alle medie e alle superiori […] e leggevano gli autori definiti classici della nostra letteratura nelle loro opere maggiori: Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Parini, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, con l’aggiunta degli allora più recenti: Ungaretti e Montale. Tutto questo costituiva un cemento culturale.

Quindi ecco un viaggio nell’Italia medievale attraverso testi della letteratura e le varie leggende che hanno contribuito a cementare culturalmente, per dirla con Paolo Golinelli, gli italiani. Perché non bisogna mai dimenticare quello che è il nostro passato – fatto di castelli, pievi, eroi e poeti – che, attraverso lo scorrere dei secoli, ha nutrito il Risorgimento e ha contribuito alla formazione non solo dell’Italia ma anche degli italiani.

Averne coscienza, per il bene e per il male di cui [questa eredità] è portatrice, potrà forse aiutarci a costruire il nostro domani.

Il libro è arricchito sei immagini a colori fuori testo.

Paolo Golinelli
Medioevo romantico.
Poesie e miti all’origine della nostra identità

Mursia, 2011
ISBN 978-88-425-4942-0
pp. 208, con inserto fotografico, euro 16

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Ludo_ii

    18 gen 2012 - 11:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    Il Medioevo - convenzionalmente, ma visto che le convenzioni ci sono, tanto vale tenerne conto - inizia decisamente prima dell’anno Mille e sicuramente prima degli autori medievali citati qui.

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