Primo Levi: ritorno ad Auschwitz nel Giorno della Memoria

L'avvertenza di Levi per i visitatori di Auschwitz.

Primo Levi ritorna ad Auschwitz nel video, il 7 gennaio 1983 e noi ripercorriamo i suoi passi oggi. Nell'anniversario di quel freddo giorno di gennaio del 1945 nel quale i cancelli maledetti del campo di sterminio di Auschwitz si aprivano, svelando al mondo la misura incontenibile dell'orrore, ritorniamo alle parole di Primo Levi, non quelle della poesia che è diventata uno dei simboli della Shoah "Se questo è un uomo", bensì ad un testo, breve e conciso anch'esso, tratto da "In onore degli italiani caduti nei campi di sterminio nazisti" a cura dell’Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti, fascicolo edito per l’inaugurazione del Memorial, Aprile 1980, ricavato da un dattiloscritto di Primo Levi risalente al novembre 1978, posseduto da Bruno Vasari e riportato da Paolo Divizia.
Un fiume di scarne parole nelle quali lo scrittore si propone a mo di guida, e da qualche avvertenza a coloro che si apprestano a visitare luoghi carichi di dolorose memorie.

...Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio on sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai.
Primo Levi

Photo by JANEK SKARZYNSKI/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | nuovorinascimento.org

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 62 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO