
Per lo scrittore o il giornalista che macina caratteri ogni giorno sulla sua tastiera, in quest’epoca di connessione totale e perpetua, in quest’epoca dominata da facebook, twitter e compagnia bella, fare un errore di grammatica in un pezzo o in una twittata è come restare vittima di un attacco di aerofagia durante un momento di silenzio assoluto: tutti si voltano immediatamente.
E difatti così è capitato ieri a Roberto Saviano - che ha un account da più di 80mila follower su twitter - che improvvidamente in un messaggio si è lasciato scappare un apostrofo scrivendo “qual’è” in luogo del corretto “qual è”. Immediatamente la rete si è inalberata lasciando partire una gragnuola di critiche.
Sentendosi attaccato così duramente, però, l’autore di Gomorra ha reagito nell’unica maniera che gli garantiva lo scherno di tutta la rete, ovvero, non si è pentito, non ha chiesto scusa, non ha neppure fatto finta di nulla. No, Saviano si è difeso, e in una twittata ha replicato:
Ho deciso :-) continuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo come #Pirandello e #Landolfi. r.
Caduta di stile? Io credo di sì. Secondo voi?
dolcifusa
22 dic 2011 - 16:59 - #1Mi stupisco: tutta quella gente è convinta che i libri pubblicati siano gli stessi identici scritti dagli autori? Che non passino sotto revisori e correttori di bozze diverse volte? Che gli scrittori sappiano scrive in un italiano corretto?
Mah…
folies
22 dic 2011 - 17:11 - #2Anche io oggi ne ho parlato sul mio blog.
Credo l’errore di Saviano sia veniale -anche io l’avrei sbagliato-: facciamo un sondaggio tra gente di cultura e vediamo quanti apostrofi corretti becchiamo, per non parlare dei congiuntivi (recentemente un bravissimo comico di tv, cinema e teatro -che fa parte di un trio notissimo- ha permesso la pubblicazione di un suo intervento preso direttamente dal proprio scritto, pubblicato su un quotidiano tale e quale, con tanto di errori gravi)…
Caduta di stile di Sevegnini? Forse, ma certamente poteva solamente bacchettarlo con simpatia, visto che una cosa è l’errore di battitura, un’altra la convinzione che l’apostrofo ci voglia.
In ogni caso un’occasione sprecata per correggere uno degli errori più banali di ortografia: “se lo scrive Saviano”…. :D
folies
http://folies.iobloggo.com/802/l-apostrofo-di-saviano-e-beppe-severgnini
Ludo_ii
22 dic 2011 - 17:28 - #3Probabilmente Pirandello scriveva «ò» anziché «ho» e faceva un uso smodato della «d» eufonica… probabilmente sputava anche abitualmente per terra…
Enzo Crico
23 dic 2011 - 00:41 - #4Ha fatto bene anche Oriana Fallaci scriveva così. e tu un ennesimo rosicone fratello! che palle!
Nicola D'Amore
23 dic 2011 - 00:42 - #5Siete gli stessi che difendevano Simone Di Meo (ufficio stampa di Sergio di Gregorio) quando attaccava Saviano? Complimenti all’autorevolezza di questo sito
dama52
23 dic 2011 - 01:46 - #6Ma non hanno altro da fare? Sai le volte che battendo di corsa i tasti esce lo
svarione! Poi con i tablet la situazione e’
peggiorata.
Fabrizio Valenza
23 dic 2011 - 09:26 - #7Al di là del fatto che c’è davvero gente che ha tempo da perdere (su Saviano), “qual’è” non è un errore, bensì una diffusa possibilità.
Bella Jack
23 dic 2011 - 11:58 - #8Errare humanum est!
mr.oizo
23 dic 2011 - 16:19 - #9ma si, qual’è il problema?
elisfera
24 dic 2011 - 15:03 - #10A me sembra una frase ironica per sdrammatizzare, e anche se non lo fosse ha fatto bene a rispondere così - visto che c’è gente che si attacca a tutto pur di lapidarlo un po’.