Gianluca Morozzi: intervista del Caspio

Gianluca Morozzi vive a Bologna, la rossa più amata dagli studenti italiani, ora assurta al ruolo di tombino del Bel Paese, dove ogni angolo è presidiato da punkabbestia incontinenti. Amato pure lui – e non solo dagli studenti, Morozzi ha compiuto azioni gloriose, quali pubblicare nove romanzi, ora con Guanda ora con Fernandel. L’ultima sua fatica (fatica si fa per dire) è “L’Emilia o la dura legge della musica”, un viaggio attraverso le note e i personaggi che hanno reso la sua terra la patria italiana del sound nazionalpopolare. Sorpreso sulla banchina del porto di Aktau con due valigie cariche di uranio per il compagno Ahmadinejad, il nostro non ha potuto sottrarsi alla consueta intervista del Caspio.


 



Le idee migliori vengono nei momenti peggiori. Capita più spesso che la sorprendano dal lattaio, colle terga sulla tazza o sotto le coperte proprio quando ha appena spento la luce?

La terza che ha detto. Oppure davanti alla tazza, ma in posizione verticale. Ho maggiori stimoli a livello di vescica che di intestino.



Quali fra queste "donne della politica" potrebbe trovare spazio in uno dei suoi romanzi (Rosy Bindi, Angela Finocchiaro, Paola Binetti)?


Angela Finocchiaro. Già che c'è potrebbe portare anche un'amica.



Camillo Ruini, Totò Cuffaro, Claudio Amendola: di chi non scriverebbe mai una biografia, nemmeno se la strapagassero per farlo?


Camillo Ruini.

Dica la verità: lei, a Dario Fo, il Nobel glielo avrebbe dato?

Ma certo. E anche a Bob Dylan.



Signor Morozzi, lei è quel che si dice un autore prolifico. Dal 2002 ha dato alle stampe nove libri. Eppure a Bologna ce ne sarebbero di cose da fare…


Ma infatti il segreto è riuscire a fare tutte le cose che ci sono da fare a Bologna e scrivere anche nove libri...



Arbitri corrotti, presentatrici rifatte e digital divide: chi è "il porco" che ha permesso tutto questo?


Berlusconi?



La prima volta, dal primo editore… insomma, a lei, chi l'ha raccomandata?


La mia sfacciata fortuna. Oltre alla mia spiritosissima lettera di presentazione.



Secondo lei chi è più bello fra Clemente Mastella, Antonio Di Pietro e Inge Feltrinelli?


Inge Feltrinelli. Dato che sono nell'ambiente e che si parlava di raccomandazioni, be', può sempre servire...



Con chi uscirebbe a cena fra Joanne Kathleen Rowling (Harry Potter), Valérie Tasso (Diario di una ninfomane)

e Margaret Mazzantini (Non ti muovere)?


Non ho mai visto in faccia Valérie Tasso, ma il Diaro di una ninfomane invita...



D'Annunzio prima di scrivere spargeva a terra petali di rosa. Lei almeno il pigiama se lo toglie?


Notoriamente, scrivo nudo.



E' a un bivio: o mi confida il titolo del suo prossimo romanzo, oppure mi dice perché le sto così sulle balle!

"L'abisso". O "Colui che gli dei". Dipende quale dei due esce per primo.




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