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È morto Václav Havel. Due poesie per ricordarlo

Pubblicato: 18 dic 2011 da Roberto Russo

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Václav Havel, scrittore e drammaturgo, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca, è morto a Praga – città in cui era nato nel 1936 – dopo una lunga malattia. Di Havel tutti conosciamo l’impegno politico e quello di scrittore di testi teatrali: le sue opere sono state rappresentate su moltissimi palcoscenici e sono sempre stati letti in chiave politica e ideologica. In Italia è edito principalmente da Garzanti, anche se non mancano suoi titoli nei cataloghi di altre case editrici.

Oltre che drammaturgo, Václav Havel era anche poeta: da giovane, negli anni Cinquanta, faceva parte del gruppo letterario “Classe del ‘36”, gruppo che poi si è sciolto quasi subito. Nei testi poetici del giovane Havel si può notare già il tema del dissenso che poi caratterizzerà le opere della sua maturità. Vi proponiamo due di queste poesie – molto narrative, a dire il vero – per ricordare Václav Havel.

Ho letto in biblioteca
molti libri arguti sul socialismo.
Ma mentre poi rincasavo in tram
con la testa piena di concetti,
mi son reso conto
che tutti quei grandi concetti
sull’ordine più perfetto che
esista al mondo,
sono solo ridicole costruzioni di carta
se per i loro araldi non è naturale
cedere il posto in tram
a una signora anziana
o aiutare una vecchina a raccogliere
le mele cadute lungo il marciapiede.

***

Era una splendida domenica
di settembre nel parco, io e un amico
notammo uno sconosciuto, a terra,
che lottava tra la vita e la morte.
Lo portammo dal medico più vicino,
un vecchio austero.
Lo visitò per un’ora
gli fece varie iniezioni
lo rifocillò e gli diede da bere
(l’ultimo caffè che aveva in casa).
Io e il mio amico cominciammo
a temere
di dover sborsare una bella somma
e ci chiedevamo dove avremmo trovato
i soldi per pagare.
E quando poi ci diede la ricetta
per farlo ricoverare in ospedale
ci infilò un biglietto da 25 corone:
per il taxi… borbottò
e arrossì persino:
Dopo alcuni mesi leggemmo
che quel medico
era stato condannato a morte
per tradimento e attività sovversiva.
Allora penso di aver capito
per la prima volta vagamente
cosa sia pena di morte.

Foto | User:Martin Kozák [Attribution], via Wikimedia Commons

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