Viva il re, il nuovo libro di Marco Travaglio

Viva il Re, un libro di Marco Travaglio che NON parla di Silvio Berlusconi.

Che dire dell’ultimo libro di Marco Travaglio, giornalista e invettivologo estraneo all’argomentazione dialettica, amante del monologo logorroico anti-qualcuno? Intanto che non parla di Silvio Berlusconi, e questa è la più grossa novità.

Innanzitutto perché ne deduciamo che Berlusconi non conta più granchè, se chi a lui doveva il senso della propria esistenza si guarda intorno e come ogni comune mortale in tempo di crisi si arrangia come può.

Questo ci fa senz’altro piacere, così come ci fa piacere per Marco Travaglio, per le cui sorti professionali e personali eravamo sinceramente in pensiero e che invece ha già trovato altra ragione di essere. Si tratta, per adesso, di Giorgio Napolitano,

primo Presidente della Repubblica che ha concesso il bis, contro lo spirito della Costituzione e contro tutto quello che aveva giurato fino al giorno prima della sua rielezione. Alla veneranda età di ottantotto anni: quando un cittadino non può più guidare l’automobile. Ma lo Stato sì...

Qui si racconta il suo lato B, finora – salvo rare eccezioni – ignorato o relegato nel dimenticatoio, alla voce “lesa maestà”. Di cose che non vanno, nella sua carriera e soprattutto nei suoi sette anni e mezzo al Quirinale, ma anche prima, ce ne sono parecchie: pensieri, parole, opere e omissioni. In un altro paese, un paese davvero democratico intendo, se ne discuterebbe liberamente e laicamente. In Italia è come se fosse vietato.

E su questo Travaglio ha perfettamente ragione: diversamente che da noi, in Paesi davvero democratici la critica del potere e le inchieste scomode sono d’abitudine. Ed è proprio per via di questa anomalia tutta italiana che una voce come quella di Travaglio, che vive di frasi a effetto e in antitesi a qualcuno, altrove non avrebbe senso alcuno.

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