Il sogno dell'auto-pubblicazione

il sogno dell'auto-pubblicazione

Fino a qualche decina di anni fa, per pubblicare un libro, non c'era altro modo che convincere un editore a farlo. E l'operazione era lungi dall'essere semplice. Dopo migliaia di telefonate, appuntamenti rifiutati, manoscritti inviati e sequele di porte in faccia, lo scrittore medio, come anche quello dal talento misconosciuto, spesso si rassegnava per ritirarsi a meditare sul da farsi, e in certi casi l'abbandono della scrittura veniva di conseguenza, a meno che non si disponesse di ingenti risorse economiche da dedicare all'avventura... ma questa è un'altra storia.

Oggi il panorama è indubbiamente cambiato. Stampare un libro in proprio è diventata non solo una pratica rapida e facile, ma spesso la vera e propria "panacea di tutti i mali", che permette a testi di ogni tipo di vedere la luce, come "bambini in provetta" fatti nascere ad un ritmo incessante. Salvo poi rendersi conto, che non basta possederne l'aspetto e un codice ISBN per essere un'opera letteraria. Dietro un capolavoro di parole c'è bene altro. Ciò non toglie che la "via democratica dell'auto-pubblicazione", ha reso possibile una concorrenza che potrebbe indirizzarsi verso un circolo virtuoso, a patto di saper filtrare qualitativamente i frutti di un tale "raccolto ipertrofico". Lungi dal sogno, si tratta forse di una speranza, destinata a giacere in copie, ma soprattutto a diffondersi in versione e-book.

Superata la fase iniziale, nella quale chi decideva di "produrre in proprio" passava per un vero presuntuoso, e di conseguenza non degno d'ascolto, la situazione attuale è assimilabile ad un "campo di battaglia" in cui a vincere non sono necessariamente i migliori, ma i più "web-inseriti". E' così che si spiegano infatti alcune parabole di successo contemporanee come il caso della ventisettenne americana Amanda Hocking che è arrivata, in meno di un anno, a vendere più di un milione di copie dei suoi romanzi "paranormal e young adult". Magia dei social network per ammissione della stessa Hocking

Mi sono dedicata ad una promozione aggressiva dei miei libri su twitter e facebook, cercando fans del genere soprannaturale. In ogni momento nel quale non lavoravo o scrivevo non facevo altro. Arrivavo appena a dormire.

Un'attenzione che l'ha portata ad essere notata persino da celebri quotidiani del calibro di New York Times e USA Today: una consacrazione davvero rapidissima, non c'è che dire!

Via | abc.es

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