
Di libri digitali, e del loro rapporto con i “predecessori cartacei” se ne parla tanto, come è giusto che sia vista l’ampiezza dell’evento che li vede coinvolti e l’innegabile trasformazione delle nostre stesse abitudini di lettura, ma quello che non bisogna trascurare, pena la parziale incomprensione dell’intera dinamica, sono proprio gli “strumenti legali e finanzieri” che marcano questo “cambio di visione”.
Un’indicazione ci viene proprio dai nostri vicini d’oltralpe che prevedono, a partire dal primo gennaio 2012, un abbassamento della TVA (versione francese dell’IVA) sui libri digitali. L’imposta dovrebbe passare dal 19,6% attuale al 7% allineandosi su quella dei libri cartacei che passerà a sua volta dal 5,5% al 7%. Un provvedimento, ispirato al modello americano, che incontra il favore di editori e acquirenti e che va nella direzione di una doverosa equiparazione, che favorirebbe l’ulteriore estensione del mercato dei libri digitali e dei loro supporti, già in testa nelle vendite e nella lista dei regali più gettonati delle festività imminenti. Il tutto coerentemente con la convinzione, forse un po’ azzardata ma confermata dalle parole del Ministro della Cultura Frédéric Mitterand, che le versioni digitalizzate hanno addirittura “aumentato il desiderio di lettura”.
Via | enviedecrire.com
clauderouges
09 dic 2011 - 16:39 - #1Anche quelle capre dei politici italiani potrebbero dare una sistematina alla questione IVA. Sempre che qualcuno dei nostri politici sappia cosa è un ebook.
Emarilli
10 dic 2011 - 20:43 - #2Non credo proprio che gente che blocca / limita gli sconti sui libri abbia la lungimiranza di favorire con leggi la diffusione degli e-books tra i lettori, infatti non hanno fatto nulla per favorire la vendita del cartaceo ai lettori, pensando con le loro leggi solo a favorire i grandi editori e le loro distribuzioni, figurarsi se aiutano l’e-book che ha in sé la potenzialità di saltare pari pari gli editori e mettere a contatto direttamente autori e lettori !!