Che la ville lumière avesse un “tasso di letterarietà estremamente elevato” non stupisce di certo, basta dedicare qualche ora della giornata in qualsiasi stagione (ma meglio se in autunno inoltrato, quando i magnifici colori rosati si fondono con quel grigio perla lattiginoso che impregna l’aria frizzante) al dolce perdersi nelle stradine che vanno dalla Senna verso Saint-Germain-des-Prés, per averne una conferma ulteriore. Ma se non vi bastasse ecco che anche l’autorevole avallo del National Geographic Traveler, che di atmosfere all around the world se ne intende. Secondo una classifica top 10 pubblicata dalla famosa rivista statunitense, Parigi è la quarta città più letteraria al mondo, dopo Edimburgo, Dublino e Londra.
Una scelta guidata dall’innegabile “atmosfera artistica” che si respira quasi ovunque nella capitale francese, grazie anche ai prodigi architettonici, agli edifici d’epoca perfettamente conservati e abitati, e agli indimenticabili tetti. Per non parlare della lingua che risuona poeticamente agli angoli delle strade e dei luoghi simbolo che la punteggiano come: il celebre café Les Deux Magots, frequentato da Hemingway, oppure l’antico ristorante Le Procope, a due passi dalla Sorbona, i cui tavoli hanno visto passare la storia della cultura europea, il Cimitero del Père Lachaise, con le mitiche tombe di Oscar Wilde e Charles Baudelaire, o “l’immensa collezione” di musei dedicati a grandi autori come Victor Hugo e Honoré de Balzac.
Nemmeno un’italiana tra le dieci città citate nella lista, che lascia fuori anche New York, includendo invece San Pietroburgo, Stoccolma, Portland, Washington, Melbourne e Santiago assegnando la “palma d’oro” alla scozzese Edinburgo (che avrebbe ispirato più di 500 autori e ospita uno dei più importanti festival letterari al mondo). Una scelta che lascia perplesso non solo il belpaese, ma anche la penisola iberica, insostituibile fucina di grandi talenti letterari, non rappresentata.
Via | lexpress.fr
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