“L'età indecente” di Marida Lombardo Pijola

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L'età indecente

Non è che essere genitore sia una cosa facile, in nessun caso e a prescindere, se poi ci aggiungi che il tuo pargoletto ha i brufoli, indossa sistematicamente tutto quello che tu trovi ridicolo, ha dei capelli impossibili, odia tutto e tutti, si chiude in camera ed alterna stati di rumorosa euforia e momenti di vera e propria guerra con se stesso. In una “inquietante parola” è un un adolescente. Il risultato è una strana polarità inversa di madre “seria e matura” e padre in fuga, per un figlio dal nome prestigioso e la “vita incasinata”.

Meno male che ci sono gli amici, in fondo chi non lo ha pensato dopo l’ennesima litigata, e conseguente sbattuta di porta? Bé questo è sicuro, ma anche dall’altro lato non si tratta di una passeggiata. Ed è proprio nel dialogo tra una madre e suo figlio che si esplorano i “meandri nascosti” di una relazione che sfiora l’archetipo, lasciando, allo stesso tempo, ampi spazi di identificazione personale.

“L’età indecente” di Marida Lombardo Pijola (già autrice per Bompiani di “Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi”) è proprio questo, una specie di taccuino di appunti, lontano dalle “istruzioni per l’uso” troppo teoriche e terribilmente vicino all’adolescenza, (al mondo degli emo e all’autoironia) visti attraverso due sguardi che, forse, non potrebbero essere più diversi.

Mi chiamo Caterina, ho cinquantatré anni e un figlio scompigliato dall’adolescenza, Niccolò. Il fatto è che questi qui c’hanno i neuroni che gli viaggiano tipo nella direzione opposta a quella in cui gli dovevano viaggiare. Praticamente gli vanno contromano.

Via | bompiani.rcslibri.corriere.it

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  • nickname Commento numero 1 su “L'età indecente” di Marida Lombardo Pijola

    Posted by: Quinness

    Io ho letto questo libro e vi assicuro che la Pijola non ha la minima idea di cosa voglia dire essere adolescenti. Ci dipinge tutti come ragazzi alienati e criminali, tanto per fare rumore. Io non mi riconosco nel ritratto che lei vuole rendere dei giovani e non conosco nessuno che sia come lei pensa che siamo. La maggior parte di quello che scrive sono fantasie che i vecchi ottusi come lei hanno sul nostro conto. Devo dire che sono rimasta molto offesa dal suo libro e dal titolo dell'altro non credo sia da meno. Scritto il Date —

 

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