L’amica geniale, di Elena Ferrante

elena ferranteLila sapeva che avevo quella paura, la mia bambola ne parlava ad alta voce. Per questo, proprio nel giorno in cui senza nemmeno contrattare, solo con gli sguardi e i gesti, ci scambiammo per la prima volta le nostre bambole, lei, appena ebbe Tina, la spinse oltre la rete e la lasciò cadere nell’oscurità.

Sei la mia amica geniale, dice Lila ad Elena, devi essere la più brava, di maschi e femmine. E proprio ad Elena, protagonista di L’amica geniale, ultimo romanzo di Elena Ferrante ambientato nei pieni anni ’50, ai confini di una Napoli in cui “è così da sempre: si taglia, si spacca e poi si rifà, e i soldi corrono e si crea fatica”, Lila ha sempre affidato silenziosamente il compito di diventare quello che lei non potrà mai essere.

Ovvero una donna che vede riconosciuta la sua intelligenza e bravura negli studi. Perché “ciò che doveva cambiare, secondo lei, era sempre la stessa cosa: da povere dovevamo diventare ricche, da niente che avevamo dovevamo arrivare al punto che avevamo tutto”.

Invece lei, Lila, è destinata a vivere di quello che compongono mute le sue mani: scarpe, come da tradizione di famiglia. E non importa se “per tutti gli altri scolari Lila era solo terribile”, racconta Elena, per lei era “sfolgorante”.

Con il suo corpo flessuoso e minuti e il suo sguardo di pietra, lei che non parla di quello che le accade in famiglia e – una volta cresciuta – ha una volontà di ferro nel respingere ricchi pretendenti, giurando di picchiare chiunque non porti rispetto a lei, la studiosa e insicura Elena.

E quando un giorno Lila scompare di casa, Elena ne ripercorre a ritroso la storia della comune infanzia e adolescenza alle soglie del boom economico, in un rione napoletano in cui la bibbia quotidiana dei sentimenti sono i fotoromanzi rosa, il fidanzamento trascorre in brevi passeggiate e pasticcini della domenica.

La violenza è all’ordine del giorno, con tanto di faide famigliari per passati omicidi (come quello del terribile don Achille) mentre sembra vincere l’arroganza dei fratelli Solara, che si fanno beffe della virtù delle ragazze, eterni tentatori delle più sprovvedute.

Tu perdi ancora tempo con queste cose Lenù? - dice Lila all'amica, profetizzando tempi non molto diversi dai nostri - Noi stiamo volando su una palla di fuoco. La parte che s’è raffreddata galleggia sulla lava. Su questa parte costruiamo i palazzi, i ponti e le strade. Ogni tanto la lava esce dal Vesuvio oppure fa venire un terremoto e distrugge tutto. Ci sono microbi dovunque che ti fanno ammalare e morire. Ci sono le guerre. C’è una miseria in giro che rende tutti cattivi"

E. Ferrante
L’amica geniale
e/o
18 euro

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