Domani Roberto Saviano a Zuccotti Park a sostegno degli indignati di #OWS

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Che gli indignati facciano notizia è certo e indubitabile, esattamente come il fatto che il movimento internazionale di protesta abbia creato uno straordinario paradosso: se in America infatti gli indignados fanno breccia nel cuore della gente, sfoderano numeri da capogiro e possono vantare una lista di sostegno di centinaia di intellettuali, qui in Italia, non solo non se li caga nessuno, ma sono anche pochi e molto mal sostenuti dal mondo intellettuale, anzi, diciamola tutta, sono lasciati soli come cani.

A confermare questo paradosso è la notizia che Roberto Saviano ha deciso di accettare l'invito del movimento indignato americano a partecipare alla loro assemblea di domani, sabato 19 novembre. "Sono contento di essere stato invitato dagli organizzatori di Occupy Wall Street a parlare di come la crisi economica sia sfruttata dalle mafie per conquistare sempre più soldi e potere", questa la risposta dello scrittore campano.

L'intervento si intitolerà Against the Mafia e di sicuro porterà in piazza, o al parco, migliaia di persone, contribuendo così alla sopravvivenza di un movimento che nelle ultime settimane è stato attaccato molto pesantemente dalla polizia. Fin qui tutto bene, anzi grandioso. Eppure vedendo Saviano andare con il sorriso a parlare agli indignati americani mi chiedo: ma se l'invito fosse arrivato da una delle piazze italiane che, praticamente sotto silenzio, stanno cercando di chiamare la gente alla partecipazione da settimane, Saviano avrebbe accettato?

I miei dubbi non riguardano soltanto Saviano, ovviamente, ma tutta la classe intellettuale italiana: dove sono in questo momento? Perché non smettono di partecipare alle manfrine televisive e non scendono in piazza al fianco degli indignati? Forse perché, riciclando un vecchio adagio sempre vero, gli indignati che campeggiano sull'erba del vicino sono sempre i più indignati.

Foto | Flickr

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