Libreriamo Book Camp, la community per chi ama scrivere

In arrivo una piazza virtuale dedicata agli scrittori – tanto emergenti quanto affermati – e a quanti operano nel mondo del libro.

Libreriamo Book Camp, la community per chi ama scrivere

In questo periodo di talent scout letterari in tv, ben vengano altre iniziative, soprattutto se intelligenti, dedicate a chi ama scrivere. È di questi giorni la notizia della nascita di Libreriamo Book Camp, un social network per gli scrittori – sia emergenti che affermati. In pratica Libreriamo Book Camp funziona a doppio binario: da un lato scrittrici e scrittori si mettono in vetrina per farsi conoscere da chi leggere, da chi scrive per professione e da chi pubblica; dall’altra i professionisti del mondo editoriale possono trovare in questa piazza virtuale i nuovi talenti da scoprire.

Secondo Saro Trovato, direttore di Libreriamo:

La nostra è un’iniziativa sperimentale che vuole dare maggiore visibilità agli scrittori emergenti, spesso poco in luce a causa dello spazio ridotto che gli viene garantito sugli organi d’informazione, ed a quelli affermati, i quali grazie al Libreriamo Book Camp possono sfruttare le nuove opportunità messe a disposizione oggi dal web per aumentare la propria visibilità. Con il Libreriamo Book Camp vogliamo sfruttare il rapporto consolidato che Libreriamo ha instaurato con case editrici e addetti ai lavori e metterlo a disposizione di chi sogna di diventare uno scrittore affermato, o semplicemente spera di avere maggiore visibilità per le proprie opere.

Del resto, siamo sinceri, in Italia si pubblicano moltissimi libri: senza contare il self-publishing ogni anno vedono la luce nel nostro paese circa sessantamila libri. Di questi, appena il 3% ha una minima diffusione. Libreriamo Book Camp diventa un’occasione in più – gratuita, è bene sottolinearlo – per dare maggiore visibilità alla propria opera, quindi.

Credo che accanto a questa iniziativa, senza dubbio interessante, sia però necessaria anche una “azione di coscienza” da parte di chi scrive e spesso si lamenta di non trovare sbocchi nel mondo dell’editoria. Se, infatti, quanti scrivono (e, ripeto, parliamo di sessantamila libri l’anno in Italia), provasse anche a leggere di più, senza dubbio il mercato del libro ripartirebbe. Se si decide di inviare il proprio testo a una casa editrice medio-piccola, non sarebbe forse il caso di acquistare anche qualche libro di quella casa editrice e leggerlo? Perché se è vero che la casa editrice deve valutare il lavoro di chi scrive, è pur vero che chi scrive deve valutare il lavoro della casa editrice: in questo modo si creerebbe un circolo virtuoso che produrrà benefici. Che ne dite, allora, scrittrici e scrittori di iniziare anche a leggere?

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 40 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO