"Il Viaggiatore" di Mac Civis

"Il Viaggiatore" di Mac Civis

Un signore distinto sul viale del tramonto, la città di Milano che non resta solo uno sfondo ed un incontro inaspettato. La metropoli meneghina si tinge di fantascienza in un racconto dai toni misteriosi ed intriganti. Ecco gli ingredienti del libro "Il Viaggiatore" di Mac Civis, un'odissea futurista che coinvolge un uomo dei giorni nostri in un avventura che cambierà per sempre il suo presente.

Guidato dal comunicatore, uno strano congegno luminoso e parlante per i viaggiatori interdimensionali, grazie al suo aiuto il protagonista si muove in una città surreale che mescola monumenti milanesi realmente esistenti e caratteristiche ambientali veneziane, gondole e castello Sforzesco, in un crescendo di sovrapposizioni, stranezze e verosimili evoluzioni fantascientifiche di un futuro non troppo lontano.

Un inventore ricercato dalla Milizia, fantomatiche forza di non sa quale ordine, negozi senza insegne, ma dai camerini intelligenti che prendono automaticamente le misure e confezionano abiti assolutamente personalizzati a tempo di record e una moneta di scambio altisonante, il fiorino d'oro, rievocazione inevitabile di quel “dollaro del rinascimento” che aveva reso Firenze la regina dei commerci dell'epoca.

Una storia riscritta da un punto di vista completamente inedito che, oltre a ridisegnare la geografia politica ed economica dell'intero globo, riproduce una situazione-limite dove ogni gesto quotidiano è una sfida da apprendere, e dove anche gli incontri più innocenti si rivelano potenziali minacce, come quello Helga, una ragazza tedesca conosciuta in una piazza del Duomo un po' diversa da quella alla quale siamo abituati.

Nonostante le differenze siamo sempre in una capitale della moda anche se i nomi degli stilisti non ci dicono niente, si mangia pizza all'americana che somiglia piuttosto agli intrugli di una nota catena anglosassone e il risotto per fortuna è ancora un capolavoro di maestria all'onda. Il protagonista si rifà il look ed arriva persino a soggiornare in una camera d'albergo, ma la tregua dura poco, c'è qualcuno che sembra troppo interessato a lui.

[...] - Vengo da un altro mondo. - Mi sibila Marco dall'altra parte del tavolino. Si buonanotte, non sarà ubriaco ma è matto di sicuro. Mi viene da alzarmi, poi noto che ha n mano un piccolo aggeggio, sembra un coltellino id acciaio inossidabile, ma più largo. Lo posa sul tavolino con cautela.
- Prendilo, guardalo - Mi dice. Lo raccolgo è massiccio, pesante, non vedo nessuna fessura, sembra tra titanio e platino. E' più caldo della mia mano, ha una fila di forellini minuscoli che emettono raggi di luce multicolori. [...]

Via | ilmiolibro.kataweb.it

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