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La spada di Avalon, di Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxson

Pubblicato: 10 nov 2011 da Monica Cruciani alias AyeshaKru

la-spada-di-avalon-zimmer-bradley-paxsons-longanesi La spada di Avalon, di Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxson è il nuovo volume del noto Ciclo di Avalon, che unisce magia, storia, mitologia e leggenda, iniziato da Marion Zimmer Bradley e, dopo la sua morte, grazie agli appunti lasciati dall’autrice stessa, completato da Diana L. Paxson, già sua collaboratrice in vita. Della Zimmer Bradley ricordiamo senz’altro anche il famoso ciclo fantasy-fantascientifico Darkover.

Il ciclo fantasy di Avalon prende spunto da quello arturiano e dagli attriti tra la cultura celtica e Roma, durante i tempi del suo dominio. Esso associa personaggi di fantasia a eventi e personaggi realmente esistiti o appartenenti alla mitologia celtica e romana. Tra questi ricordiamo Boudicca, la regina guerriera degli Iceni, Giuseppe d’Arimatea, Taliesin, antico poeta e bardo gallese, Costantino, figlio di Costanzo Cloro e imperatore dell’Impero Romano, Morgana, Ginevra, Igraine, Uther Pendragon, Morgause, Viviana, Artù, Lancillotto. Nomi noti a tutti, sia a chi ha letto il ciclo arturiano stesso, o i libri ad esso ispirati, sia grazie ai numerosi film che ne sono stati tratti. Più recentemente, di Artù e del suo mondo si è parlato in due interessanti serie tv, l’inglese e giovanile Merlin, e l’americana, durata una sola stagione, Camelot, singolare soprattutto per l’interpretazione sopra le righe di Joseph Fiennes-Merlino e per la presenza di Jamie Campbell Bower-Artù, il futuro Jace degli Shadowunters cinematografici. Se capita l’occasione, date un’occhiata a queste due serie…

Erano gli anni ‘90. Ricordo ancora quando, penne e matite alla mano, cercavo di star dietro alla complessa cronologia del Ciclo di Avalon. Ciclo molto bello, a tratti entusiasmante ma, talvolta, un po’ confusionario. L’avevo amato, però. Dopo la morte della Bradley, nel 1999, e l’arrivo dell’ultimo romanzo scritto da lei per la maggior parte, La sacerdotessa di Avalon, smisi di leggere. Non ci fu un motivo particolare. Non avevo nulla contro la Paxsons, di cui non conoscevo i lavori e quindi le capacità. Semplicemente non proseguii. Proprio di recente, però (chissà, forse grazie alle serie tv di cui prima), mi sono ritornati in mente alcuni personaggi, le loro tribolazioni, l’antica magia celtica e ho ripensato con una certa nostalgia al ciclo abbandonato. E’ con grande piacere, quindi, che segnalo l’uscita, proprio oggi, dell’ultima fatica di Diana L. Paxson, La spada di Avalon, romanzo che ci proietterà nel dodicesimo secolo a.C., alla fine dell’Eta del Bronzo, e agli eventi che portarono alla forgiatura di Excalibur, la spada che un giorno sarà di Artù ed entrerà, con lui, nella leggenda.

Nel romanzo che, come i due precedenti della Paxson, L’alba di Avalon e La dea della guerra, si colloca tra Le luci di Avalon e Le querce di Albion, costituendo un prequel (vedi schema), seguiremo le vicende (un po’ alla Carey, devo dire) di Mikantor.

Anderle, la Signora di Avalon, a causa di una visione in cui il giovane cugino Mikantor, “figlio di cento re”, viene ucciso, decide di modificare la sua sorte e lo nasconde in un villaggio sotto mentite spoglie, senza che il bambino stesso sappia chi è.

Arrivata l’età giusta, Mikantor viene riportato ad Avalon per essere addestrato e lì nasce l’amore tra lui e la figlia di Anderle, Tirilan. Insieme i due scopriranno la sua vera identità. Ma non saranno gli unici, colui che voleva ucciderlo, Galid, ora signore guerriero, lo venderà agli schiavisti, fingendo la sua morte e gettando nella disperazione Anderle e Tirilan. Mikantor, invece, arriverà al Mediterraneo e diventerà schiavo, e poi amico, del Principe Velantos in Ellade. Da qui comincerà una serie di avventure che lo porterà, insieme a Velantos, a Corinto, oltre le Alpi e sul Mare del Nord, dove diventerà un guerriero e, infine, nuovamente in Britannia. Qui rivelerà la sua identità e reclamerà i suoi diritti di Signore di Avalon, sostenuto dalla popolazione.

Una volta a casa, però, troverà una Tirilan che, credutolo morto, si è fatta sacerdotessa e non può più stare con lui. Ma dovrà anche combattere contro il vecchio persecutore, Galid. Sarà in seguito alle complesse vicende (viaggi, ricerca di alleati, fughe, nuovi e vecchi amori, rapimenti, perdite e battaglie) legate al suo ritorno in patria che, alla fine, grazie all’abilità di costruttore di lame di Velantos, all’utilizzo di un particolare metallo, alla magia di Anderle e dopo moltissime difficoltà, che una spada leggendaria verrà forgiata…

Ciclo di Avalon (ordine di lettura secondo la cronologia interna al ciclo, diverso da quello di pubblicazione)

1. Le luci di Atlantide, 1991 (The Fall of Atlantis, 1983)
2. L’alba di Avalon, 2005 (The Ancestors of Avalon 2004) (di Paxson)
3. La spada di Avalon, 2011 (Sword of Avalon, 2009) (di Paxson)
4. La dea della guerra, 2008 (Ravens of Avalon, 2007) (di Paxson)
5. Le querce di Albion, 1994 (The Forests of Avalon/The Forest House, 1993)
6. La signora di Avalon, 1997 (Lady of Avalon, 1997)
7. La sacerdotessa di Avalon, 2002 (Priestess of Avalon, 2000) (con Paxson)
8. Le nebbie di Avalon, 1986 (The Mists of Avalon, 1983)

Apporti della Paxson, a vario titolo, sono presenti anche negli altri romanzi del ciclo, ad eccezione de Le luci di Atlantide e Le nebbie di Avalon, scritti dalla sola Zimmer Bradley.

Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxsons
La spada di Avalon (Sword of Avalon)
Longanesi
480 pagine
€ 19,90
In uscita il 10 novembre

Monica Cruciani alias AyeshaKru scrive di fantasy e fantastico in generale, principalmente di urban fantasy & paranormal romance, sia per young adults che per adulti. Potete trovare qui gli ULTIMI ARTICOLI e qui lo SCHEMA delle serie in corso.
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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dimaurog

    dimaurog

    10 nov 2011 - 17:11 - #1
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    ho letto ormai forse una quindicina di anni fa Le Nebbie di Avalon, bellissimo con una Morgana completamente diversa da come la immaginavo, poi ho smesso la Zimmer Bradley. Punti di vista troppo … femminili, un universo che dopo un po’ stanca un maschietto. Sempre della buonanima per me il masterpiece resta ” la Signora delle Tempeste” (Darkover).

  • Profilo di ayesha

    ayesha

    10 nov 2011 - 19:33 - #2
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    Senz’altro. :-) Il Ciclo di Avalon è molto femminile, come personaggi, situazioni, temi, focalizzazioni, relazioni… Posso immaginare che un lettore di sesso maschile si sia trovato non propriamente a suo agio. ^_^
    Per quanto riguarda il Ciclo di Darkover, nonostante sia molto tempo che voglio leggerlo, alla fine non l’ho mai fatto. Ma ho un grandissimo desiderio. Prima o poi lo inizierò, però! E leggerò con particolare riguardo La Signora delle Tempeste. :-)

  • Profilo di dimaurog

    dimaurog

    10 nov 2011 - 19:49 - #3
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    no, allora, francamente e’ da pazzi leggere TUTTA la serie di Darkover. Onestamente io ne ho letti solo 3 e mi son bastati. la ZB e’ alla fine ripetitiva e allunga molto il brodo. Sarebbero bastati la meta’ dei libri per dire quello che voleva dire.. :)) A quei tempi ricordo che mi piacque molto ma molto di piu’ (fantasy per fantasy) le 2 serie di David Eddings, il Belgariad e poi il Malloreon (3 + 3). Hai letto?

  • Profilo di ayesha

    ayesha

    11 nov 2011 - 09:02 - #4
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    Eddings è praticamente tutto fuori catalogo. :-/ Infatti è con sommo giubilo che ho accolto la ripubblicazione del ciclo di Belgariad da parte di Fanucci (o almeno del primo volume, poi, si spera continuino). Ho fatto di corsa l’articolo, proprio perchè era un bel po’ che volevo leggerlo, ma non c’era verso di proseguirlo… Idem per il ciclo dei Mallorean, che è di Sperling & Kupfer ma che, però, Fanucci potrebbe acquistare, come ha fatto per Hyperion, che era di Mondadori… Fanucci sta lavorando davvero molto bene. Spero che continui su questa strada, anche perchè ho serie con alcuni grossi “buchi” e i volumi mancanti sono tutti fuori catalogo (tipo il ciclo di Elric di Melibonè di Moorcock o la saga del Rigante di Gemmel). Spero anche che decida di riportare in vita alcune serie praticamente sparite (come le saghe dei Drenai, delle Sipstrassi, sempre di Gemmell) altrimenti diventa difficile seguire le serie di fantasy classico doc. Anche il print on demand l’avevo trovato comodo (il primo volume - finito fuori catalogo - di Elric di Melibonè l’avevo preso così…), anche se il sistema non mi pare abbia avuto un gran successo… Però qualcosa si muove in casa Fanucci in merito ai grandi maestri della narrativa fantastica… Speriamo in bene… :-)

  • Profilo di dimaurog

    dimaurog

    11 nov 2011 - 18:06 - #5
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    di Gemmel non ho mai letto niente… provvedo al piu’ presto. Eddings e’ stato pubblicato anche da Nord se non ricordo male, e’ bello che ci aggiorni sulle case editrici, e’ un mondo cosi’ affascinante. Io ormai mi sono convertito (evoluzione o involuzione) definitivamente al Kindle ed alla magica aura di Whispernet…

  • Profilo di ayesha

    ayesha

    14 nov 2011 - 19:17 - #6
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    Io, invece, finchè posso, resto una tradizionalista ^_^ almeno per i libri. Adoro la tecnologia, per tutto, ma i libri… ho bisogno di vederli esposti nelle librerie e mensole di casa. Gli ebook li vedo bene per manualistica e testi scolastici, ma la narativa e certa saggistica la devo vedere sui muri. :-D

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