A cena da Orlando

Mia sorella si chiama Francesca e legge parecchio, un po’ per passione, un po’ per ammorbarmi con le sue impressioni post lettura. Impressioni che mi ha pregato di condividere con voi.

Un romanzo che ha letteralmente ossessionato Francesca è il secondo lavoro di David Madsen, pubblicato recentemente da Meridiano Zero. A metà fra una raccolta di ricette e un racconto erotico, “Confessioni di un cuoco eretico” somiglia più, parole di Francesca, “a un minestrone deliziosamente agrodolce, composto da ingredienti quantomeno stravaganti.”



Come il precedente “Memorie di un nano gnostico”, anche quest’opera di Madsen è ambientata a Roma. Se prima il protagonista era un improbabile popolano di trastevere che grazie alla sua deformità era riuscito ad accedere alla gnosi, in “Confessioni di un cuoco eretico” la vera star è la carne, considerata non solo come pietanza, ma come elemento alchemico in grado di scatenare reazioni incontrollabili. Le conseguenze di un pasto a “il giardino dei piaceri” infatti sono simili agli effetti della più potente fra le droghe. “Tutto merito dello chef” spiega Francesca “il grande artista Orlando Crispe, è lui il genio, l’artefice delle più succulente e macabre pietanze che siano mai state servite in un esercizio pubblico”. In effetti, mano a mano che gli ingredienti della sua cucina vengono svelati, la delizia cede il passo al disgusto: quando l’arte entra in gioco, direbbe Crispe, non c’è taglio di carne che si possa risparmiare. A farne le spese sono critici culinari, massoni d’oltralpe, cantanti lirici, nobildonne romane e ogni sorta di avventuriero che abbia l’ardore di prenotare un tavolo a “Il giardino dei piaceri”. Il tutto in un crescendo di euforica follia che inevitabilmente culmina nel dramma finale: l’incarcerazione di Crispe. Dramma che non si conclude dietro le sbarre di Regina Coeli. Dramma da cui non scampa nemmeno l’incolpevole dottor Enrico Balletti: incaricato dal direttore sanitario del carcere di indagare le mente di Crispe e scoprire l’origine psicologica delle sue stravaganti teorie sulla fagocitazione, verrà fagocitato anch’esso, in un tourbillon di elucubri e irrefrenabili deliri.

Secondo Francesca lo stile di Madsen è impeccabile: “nessuna sbavatura, né cadute di tono. L’intreccio è ordito in modo superbo, condito da riferimenti storici e sostenuto da una prosa mai banale, da un lessico esatto, talora persino raffinato, nonostante abbondino scene di una perversione inaudita”. “Un romanzo per stomaci forti!”esclama Francesca. Un romanzo del quale non si può parlare senza fare riferimento al suo autore: David Madsen, infatti, è solo lo pseudonimo dietro al quale si cela un fine teologo inglese, professore universitario, che in una delle rare interviste che ha rilasciato si definisce un cattolico praticante, ma con un insano gusto per il grottesco.


Confessioni di un cuoco eretico

David Madsen

traduzione di Francesco Francis

Pag. 224 - Euro 13,50

ISBN 88-8237-115-8

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