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National Novel Writing Month: in America novembre è il mese per scrivere

Pubblicato: 09 nov 2011 da Andrea Coccia

National Novel Writing Month, NaNoWriMo, scrivere un romanzo in trenta giorni La domanda è di quelle da un milione di dollari. Si può scrivere un romanzo in un mese? Negli Stati Uniti migliaia di persone ci provano ogni novembre partecipando a National Novel Writing Month, o, reso come acronimo NaNoWriMo, un’iniziativa ideata nel 1999 da Chris Baty e da “20 other overcaffeinated yahoos”.

Dalle statistiche diffuse dal fondatore - che per 12 volte su 12 è riuscito a arrivare fino in fondo e vincere la sfida - emergono numeri impressionanti: l’anno scorso a provarci sono stati in più di 200mila, di cui 37. 500 sono stati dichiarati “vincitori”.

Specifichiamo subito, non c’è alcun premio, non ci sono giurie, ancor di più: nessuno legge questi manoscritti. L’unica soddisfazione è, per così dire, personale, ovvero l’essere arrivati in fondo, superando le 50mila parole e arrivando a scrivere le fatidiche due parole “the end”.

Vi chiederete sicuramente, ma allora perché mai intraprendere una follia del genere se nessuno legge quello che hai scritto? A questa domanda più che naturale risponde Chris Baty:

«Questa sfida è un modo meraviglioso di aprire la vostra immaginazione, scatenando la creatività. Quando si scrive per la quantità piuttosto che per la qualità, si finisce per ottenere entrambe le cose. Inoltre, è un’ottima scusa per non lavare i piatti per un mese intero.»

Insomma, un esercizio fine a se stesso. Molto americano direi. Eh sì, perché noi europei queste cose le sappiamo fare molto meglio. Basti ricordare lo strepitoso esempio di Boris Vian, che nell’estate del 1946 riuscì a convincere Jean D’Halluin, direttore della casa editrice Le Scorpion, che avrebbe scritto un favoloso noir all’americana in soli 15 giorni.

La cosa incredibile è che quell’impresa gli riuscì. Vian pubblicò il libro con il nome di Vernon Sullivan e con il titolo di Sputerò sulle vostre tombe. Fu un grandissimo successo da cui trassero anche un film. Sfortuna volle che proprio durante l’anteprima del film Boris Vian venne colto da un malore che lo uccise. Pare che le sue ultime parole furono: «E questi dovrebbero essere americani?».

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Ludo_ii

    10 nov 2011 - 12:27 - #1
    0 punti
    Up Down

    A prescindere da quanto dichiarato da Chris Baty e dalle conclusioni che se ne possono trarre - un esercizio fine a se stesso - NaNoWriMo è un’occasione per sperimentare che cosa significhi essere disciplinati - ci vuole molta disciplina per scrivere 50.000 parole in un mese - nello scrivere e imparare quanto sia importante rivedere il proprio lavoro per gli scrittori, visto che è molto difficile scrivere un buon libro in 30 giorni (è chiaro: esistono le eccezioni, ma mi sto riferendo alla norma).

    Molti scrittori statunitensi (Jackson Pearce, per esempio), usano ancora un approccio NaNoWriMo perché ritengono che anche quando si è in difficoltà, la cosa migliore da fare sia essere disciplinati e continuare a scrivere, che sia il modo migliore per incominciare a creare quello che diventerà un libro a seguito delle necessarie revisioni.

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