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Più Libri Più Liberi: le istituzioni tagliano i finanziamenti

Pubblicato: 09 nov 2011 da Andrea Coccia

Più Libri Più Liberi: la Regione Lazio e il Comune di Roma tagliano i fondi per le prossime edizioni della fiera delle piccola e media editoria indipendente

Regione Lazio e Comune di Roma, a causa dei tagli di bilancio, NON sosterranno - come nei nove anni scorsi - la Fiera della piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi”..

Non c’è bisogno di commenti, quella che si sta spargendo in rete nell’ultima ora non è certo una bella notizia per la fiera romana della piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi”, la cui decima edizione si svolgerà a Roma al palazzo dei congressi tra il 7 e l’11 dicembre.

A preoccupare gli addetti ai lavori non è tanto l’edizione di quest’anno, già organizzata completamente, e i cui buchi finanziari eventuali verrano coperti dall’AIE, l’Associazione Italiana Editori. Per loro il vero problema sarà infatti come continuare.

In rete però il dibattito si è acceso: una buona parte dei piccoli editori che, rischiando di vedere sfumare un’importante - forse il solo - momento di aggregazione da cui prendere slancio e visibilità , sono molto preoccupati. Ma c’è anche qualche voce fuori dal coro: da una parte, qualche fruitore fa notare la presenza alla fiera di una quantità troppo elevata di editori a pagamento e si chiede perché le istituzioni debbano finanziare queste iniziative. Dall’altra un piccolo editore solleva un altro quesito:

allestire uno stand in fiera viene a costare 2.000 euro, non proprio pochi. Io ad esempio non posso permettermelo. Praticamente a guadagnarci sono solo gli organizzatori, non vedo quindi la necessita’ di ricorrere a risorse pubbliche per quella che resta un’operazione speculativa a vantaggio di pochi.

Non conosco la realtà romana, ma da quello che leggo credo che urga qualche riflessione sul senso e sul futuro di una manifestazione che, se fatta come si deve è puro ossigeno per la categoria, se invece è strumentalizzata da case editrici a pagamento ed è usata semplicemente per far soldi può avere l’effetto contrario, uccidendo gli editori onesti e facendo scappare il pubblico.

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