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WikiLeaks, di David Leigh e Luke Harding

Pubblicato: 09 nov 2011 da Roberto Russo

WikiLeaks, di David Leigh e Luke HardingUna lettura intensa quella che ci propone Nutrimenti edizioni: l’edizione italiana del libro di David Leigh e Luke Harding dal titolo WikiLeaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato. Il libro – scritto dagli inviati del Guardian, il giornale che nell’estate 2010 ha stipulato un patto con Assange per lo scoop del secolo – ricostruisce la figura di Assange, sia dal punto di vista di hacker, sia da un punto di vista più personale.

Scrive Alan Rusbridger, direttore del Guardian, nella prefazione:

Questo è l’argomento del libro che avete in mano. La trasformazione di un individuo da anonimo hacker in uno dei personaggi più controversi del mondo, insultato e vituperato ma allo stesso tempo celebrato e adorato come un idolo, poi ricercato, imprigionato e scansato come la peste. A pochi anni dal suo esordio nel mondo della comunicazione, Assange è stato catapultato fuori dalla sua vita anonima di Nairobi, da dove diffondeva informazioni e documenti ai quali pochi dedicavano qualche attenzione, arrivando a pubblicare un’alluvione di documenti segreti che hanno colpito al cuore l’apparato militare americano e innumerevoli operazioni di politica estera.

Di quanti documenti parliamo? Continua Rusbridger:

Dei duecentocinquantamila dispacci diplomatici di cui WikiLeaks è entrato in possesso, ne sono stati pubblicati nemmeno duemilacinquecento e, trascorsi ormai mesi dalla loro diffusione, nessuno è stato in grado di dimostrare che qualcuno abbia rischiato per questo la vita.

Il libro è ben costruito, anche da un punto di vista emotivo (e non è un caso che la Dreamworks di Steven Spielberg ne abbia acquistato i diritti cinematografici). A mo’ di esempio riporto stralci dal secondo capitolo che si focalizza su Bradley Manning, il militare statunitense che avrebbe passato documenti segreti a WikiLeaks:

Manning è l’esatto contrario del soldato americano forigato dalle battaglie sul campo così amato dai registi di Hollywood […] Manning è stato inviato in Iraq […] per il suo talento nel maneggiare i computer. Nel suo ruolo di analista d’intelligence trascorre lunghe giornate sui computer della base intento a studiare informazioni top secret. Per un soldato così giovane [ha ventidue anni, ndr] e con così poca esperienza è un lavoro estremamente delicato. Dal suo primo giorno a Camp Hammer, Manign è stupefatto per la superficialità delle misure di sicurezza. La stanza dei computer è chiusa da una serratura elettronica con un codice a cinque cifre, ma per farsi aprire basta semplicemente bussare […] Era un ambiente, come ebbe a dire più tardi Manning, che “negava ogni opportunità”. Per Manning quelle opportunità si presentarono però sotto forma di due computer portatili che gli vengono affidati, entrambi con un accesso privilegiato ai segreti degli Stati Uniti. […] Per ore e ore Manning scorrazza nei documenti e nei video più segreti del governo degli Stati Uniti con un paio di cuffiette alle orecchie, ascoltando e canticchiando le canzoni di Lady Gaga. Più legge e più rimane esterrefatto […] Manning cominca a sentirsi sconvolto e oppresso dalle dimensioni dello scandalo e degli intrighi politici che va scoprendo via via […] Quello che fa lui (questa è l’accusa che gli viene mossa) è prendere un bel cd riscrivibile con le canzoni di Lady Gaga e svuotarlo per registrarci sopra altro genere di materiale, molto più pericoloso. In quel momento Manning si sta imbarcando per un viaggio che darà origine alla più grande fuga di segreti diplomatici e militari nella storia degli Stati Uniti.

David Leigh - Luke Harding
WikiLeaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato
traduzione di Luigi Irdi
Nutrimenti, 2011
ISBN 978-88-6594-088-4
pp. 392, euro 19,50

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