Io speriamo che me la cavo, la periferia di Napoli di Marcello D'Orta

Napoli è stata milionaria tante volte, la sua periferia invece resta immortalata soprattutto nel testo di Marcello D'Orta.



Il testo del compianto Marcello d'Orta è stato un grande classico delle letture giovanili di tanti ragazzi italiani, a maggior ragione in provincia di Napoli, un ricordo che resterà negli anni nella memoria di un'intera generazione. Una raccolta di temi fantasiosi e tristemente reali, raccolti proprio da d'Orta nel suo decennio "al fronte" come maestro elementare ad Arzano. Documenti che a detta di colui che li lesse e corresse per poi raccoglierne sessanta nel libro intitolato "Io speriamo che me la cavo":

Colorati, vitalissimi, spesso prodigiosamente sgrammaticati e scoppiettanti di humour involontario, di primo acchito possono far pensare a una travolgente antologia di "perle". Ma, per chi sa guardare, sotto c'è qualcosa di diverso e di più. Una saggezza e una rassegnazione antica, un'allegria scanzonata e struggente nel suo candore sottoproletario, una cronaca quotidiana ilare e spietata che sfocia in uno spaccato inquietante delle condizioni del nostro Sud.

Il maestro Marco Tullio Sperelli, nuovo venuto dal nord e fresco trasferito per errore alla scuola Edmondo De Amicis di Corzano, Paolo Villaggio nell'adattamento cinematografico del 1992 firmato da Lina Wertmüller, il suo incontro con la realtà del napoletano, lo choc degli scugnizzi, dei ragazzini in strada e il lavoro minorile imperante, elementi di una realtà che a pochi anni dalla fine del millennio sembra quasi impossibile, eppure esiste ed in certi casi è ancora la stessa in molti comuni.
Una specie di libro Cuore degli anni '90 e in versione napoletana, richiamato anche nel riferimento all'autore nel nome della scuola che dovrebbe essere frequentata proprio da quei ragazzini che invece sono impegnati in ogni genere di attività, più o meno lecita, per contribuire al sostentamento delle rispettive famiglie. In quelle pagine c'è la dura lotta del quotidiano, l'infanzia negata in molti luoghi della civilissima Italia, straziata nei suoi diritti fondamentali e restituita poco a poco grazie all'impegno di un uomo venuto da fuori che si inserisce progressivamente in un ambiente che rigurgita di storie di sopravvivenza difficiel e ha segnato, come la mitica sequenza delle case scarrupate, l'esperienza scolastica di tanti ex-allievi come me.

"Io speriamo che me la cavo"
Sessanta temi di bambini napoletani
a cura di Marcello D'Orta
154 pagine € 9,50

Via | Librimondadori

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