Il golpe inglese, Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella

In epoca risorgimentale, la Gran Bretagna capisce, con largo anticipo su molti altri paesi, la posizione strategica della nostra penisola: una terra con i piedi affondati nel Mediterraneo. Oggi è piuttosto scontato capire anche il perché: il petrolio, naturalmente.

Tuttavia, quando l’Inghilterra inizia a interessarsi all’Italia come un paese in grado di proteggere le rotte commerciali di Sua Maestà, il petrolio non è ancora l’odierno Oro Nero. La sua presenza è già stabile nel periodo risorgimentale: ha interessi nello zolfo siciliano e condiziona gli ambienti culturali e aristocratici.

Con l’Unità, l’Italia inizia, per così dire, a scalciare e a sgomitare: è un paese alla ricerca di se stesso e di un proprio spazio. All’inizio del ‘900 due eventi complicano la situazione: 1. Il petrolio, e 2. Il fascismo.

Due eventi che l’Inghilterra incoraggia e sostiene, almeno fin quando Mussolini non decide di schierarsi con la Germania nazista. Da quel momento l’atteggiamento nei confronti dell’Italia cambia notevolmente e l’Italia non è più uno stato forte in grado di contenere l’espansionismo del nord Europa. Ma un nemico.

Qui comincia il lavoro svolto da Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella, da cui nasce un libro di estremo interesse – e anche piut-tosto inquietante – Il golpe inglese, appena uscito per i tipi di Chiarelettere.

Un lavoro fatto soprattutto sugli archivi britannici di Kew Gardens, vicino Londra: lettere e informative della diplomazia e dell’intellingence, rapporti secret e top secret; materiale alla portata di tutti, ma che pochi si erano presi la briga di consultare.

Dall’analisi dei documenti, a giudizio degli autori, viene fuori «quello che si potrebbe definire il colpo di stato più lungo della storia, perché durato oltre mezzo secolo: il “golpe inglese” attuato in Italia dal 1924 (anno del sequestro e dell’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti) fino al 1978 (anno del sequestro del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro) […] il tentativo complesso e multiforme, per la durata e le tecniche utilizzate, attuato da una nazione straniera, come al Gran Bretagna, per condizionare la politica interna ed estera di un altro paese. Con l’obiettivo di trasformarlo in una sorta di protettorato, una base da cui favorire e proteggere le proprie rotte commerciali, a cominciare da quella più strategica: quella petrolifera».


Mario José Cereghino
Giovanni Fasanella
Chiarelettere
16,00 €

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 25 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO