Talent show Masterpiece: ne uscirà un vero talento letterario?

Ne abbiamo parlato in queste ultime settimane: la letteratura va in tv con il talent show Masterpiece, di cui oggi i colleghi di Tvblog ci hanno riportato anche, in diretta, la conferenza stampa di presentazione. Ma i lettori appassionati si appassioneranno a questo tipo di talent show?

Conoscete i vostri gusti e le vostre idiosincrasie, quindi la domanda è chiara: vi appassionerete al talent show Masterpiece (in onda il 17 novembre alle 22.50 su Rai Tre), di cui si è tanto parlato in questi mesi?

In effetti, la passione per un programma tv, se fatto bene, può anche essere indipendente da una pregressa passione per la lettura, diranno alcuni. Più difficile forse è pensare che il gradimento di questo talent instilli negli “allergici” della carta stampata la voglia di leggere. O no?

E poi, altro quesito: dal talent uscirà un autentico “talento letterario” in grado di avere successo (o perlomeno di mantenere nelle sue opere un buon livello di scrittura) dopo la chiusura del programma? O chi ne uscirà con tutti gli onori sarà destinato ad essere una piccola “meteora”, come tanti cantanti e chef incoronati da altrettanti talent a tema?

La domanda di fondo in questo caso è: può un talento letterario essere scoperto da “un mezzo così invasivo come la tv”? (dubbio avanzato oggi dal giurato Andrea De Carlo).

C'è da ragionarci, come fa ad esempio Giancarlo De Cataldo, che parla di “una maledetta scommessa” e, fra le righe, suggerisce forse di non aspettarci di trovare un novello Cechov fra i partecipanti.

“Noi scrittori facciamo di tutto per essere visibili con uffici stampa e agenti. I 5000 che hanno partecipato alle selezioni non sono divorati solo dal ’senso dell’arte’”, ha detto in conferenza.

Tuttavia, gli altri due giurati fanno intendere al contrario che la trasmissione potrebbe riservare delle sorprese anche a chi cerca talenti letterariamente validi nel tempo.

“All’inizio non ero convinta. I miei dubbi sono sparito quando ho letto i manoscritti. Due o tre secondo me sono già romanzi”, dice ad esempio la scrittrice Taiye Selasi.

Le fa eco Andrea De Carlo, anche lui inizialmente perplesso:“I primi due giorni poi ero depresso perché quello che leggevo faceva schifo. Poi il terzo giorno ho letto una cosa che mi fatto togliere i dubbi”.

Staremo a vedere.

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