Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Pavese secondo Gassman!

Gli occhi, i suoi occhi, i tuoi occhi, feritoie strette nel riso, sciolte nel pianto. Ricordi indelebili dell'amore e dell'odio, ma soprattutto marchi di fabbrica indissolubili. Gli occhi di Pavese non portano liete novelle, si stagliano piuttosto, inseguono ridensificandosi nuovamente nella voce piena e profonda di Vittorio Gassman.

I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è parte del secondo gruppo di poesie inedite scritte dopo Lavorare Stanca, nella primavera del '50 a Torino. Ritrovate in duplice copia, fra le carte di Pavese dopo la sua morte, furono pubblicate postume nell'ordine nel quale lui stesso le aveva lasciate.

Via | santibarion

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