L'onore dei Keita, di Moussa Konatè

keita Konatè, pubblicato in Francia dalla prestiogiosa collana noir di Gallimard, è amato dal pubblico italiano fin dalla Maledizione del dio Fiume (e/o) e di recente ho avuto il piacere di leggere una delle indagini del  commissario Habib e del fedele Sosso.

E stato un piacere per me, dicevo, seguire le orme delle sue investigazioni. Sia per la sua scrittura brillante e pulita, sia per i personaggi – la bonomia di Habib mascherata da rudezza, gli slanci di ingenuità del valente Sosso – quanto, infine, per la descrizione dell'ambientazione.

Niente sgommate on the road: la fretta di arrivare sul luogo del delitto si scontra – se è tempo di piogge – con il fango, e la conversazione con i testimoni non ha quel freddo razionalismo, né quell'ironia tagliente a cui siamo abituati nei polizieschi, perchè spesso si cade nelle battute popolari che suscitano risata condivisa, come nella migliore tradizione africana.

E il passato di Diarra, ritrovato ucciso nella vasca di un cantiere, va ricostruito passo dopo passo risalendo la corrente di un fiume che porta dritto nel villaggio dei Keita, una famiglia nobile e superba di cui Diarra era (disprezzato) membro, in quanto figlio di un amore malvoluto e accettato a stento.

Ma perchè Diarra era tornato al villaggio, quella sera, con una strana fretta addosso? Cosa temeva? Per rintracciare la verità, Habib e Sosso lambiranno anche il mistero, incappando in uno stregone. Una lettura gustosa, che consiglio agli amanti del giallo e dell'Africa.

Moussa Konatè
L'onore dei Keita
Del Vecchio ed.
12 euro

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