"L'Uomo verticale" di Davide Longo

L'Uomo Verticale di Davide Longo

Leonardo è un professore universitario, o meglio lo era prima, prima di ritirarsi a vivere in provincia, nel nord-est d'Italia, quando questa definizione aveva ancora un senso compiuto, perché ormai la società non ha nulla da offrirgli e molto da chiedergli. Ogni cosa sembra aver perso il suo cardine, l'intera esistenza ha preso una piega bieca e inaspettata e la dura lotta per la sopravvivenza è l'impegno concreto e pressante al quale bisogna far fronte costantemente. L'uomo è a capo di una strana compagnia errante, con lui Lucia, la figlia ritrovata, il figlio dell'ex-moglie e un elefante buono. Un "quartetto d'archi" che stringe i denti e prova ad attraversare la frontiera.

Troppi gli echi di tempesta che attraversano le nostre menti, troppe le analogie con il carico infame di paure che ci portiamo dietro ogni giorno. Un benessere ed un progresso che avverte più di qualche scricchiolio, il nostro, una specie di ultimo splendore tecnologico prima dell'immane catastrofe che fa presentire un destino non troppo lontano da quello del libro di Davide Longo (edito da Fandango). Lo choc dell'ambiente, del suo terribile quanto repentino declino, l'atomismo cieco e la violenta ricerca, in una strada che diventa meta e viaggio disperato per un uomo che non si arrende e resta dritto, presente, appellandosi alle risorse perdute della sua specie. Per un uomo che non può smettere di chiedersi come sia potuto succedere.

Questo mondo è più feroce e degenerato di quello a cui ero fuggito. Come si è arrivati a questo? Il male è germogliato in seno o siamo stati vittime di un contagio?.

Via | opinionista.noblogs.org

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