Il prix Goncourt 2013 assegnato al favorito Pierre Lemaitre

Il Goncourt 2013 premia il grande favorito Pierre Lemaitre.

Poche le sorprese dell'edizione annuale del Prix Goncourt. Il prestigioso riconoscimento attesissimo dagli specialisti del settore, dalla stampa specializzata e dal grande pubblico, eguagliabile al nostro Premio Strega, è stato infatti assegnato ieri, 4 novembre 2013, a Pierre Lemaitre, romanziere e sceneggiatore francese classe 1951.
Sei voti contro quattro, al secondo scrutinio hanno premiato "Au revoir là-haut" (ed.Albin Michel) apparso il 20 agosto scorso, è un affresco a tinte fosche della Grande Guerra, romanzo di un'intera generazione annegata nel sangue, stretto tra l’illusione dell’armistizio, la glorificazione dei dispersi, l'orrore persistente delle trincee e la difficile gestione del periodo post-bellico, caratteristiche attualissime, se trasfigurate su altri scenari, descritti come segue sul sito della casa editrice, che hanno prevalso su "Arden" (ed. Gallimard) primo romanzo di Frédéric Verger.

Nell'atmosfera crepuscolare dei giorni seguenti e disincantati, popolati da miserabili burattini e da vigliacchi ricevuti come eroi, Pierre Lemaitre compone la grande tragedia di questa generazione perduta, con una talento ed una padronanza impressionanti.



E' così che l'autore noir preferito dai pronostici segue la sorte di Jérôme Ferrari, vincitore 2012 con "Le sermon sur la chute de Rome" (ed. Actes Sud) Alexis Jenni, incoronato nel 2011 con "L'Art français de la guerre" (ed. Gallimard) e il più famoso Michel Houellebecq, laureato 2010 con "La Carte et le Territoire" (ed. Flammarion).

Sceneggiatore e scrittore di successo, i cui libri sono tradotti in più di venti lingue diverse, Lemaitre è anche amministratore, dal 2011, della Société des gens de lettres (SGDL) e ormai può aggiungere alle sue glorie personali un grande onore, assegnato dal lontano 1903 dall'Académie Goncourt e vinto da grandi nomi del calibro di Marcel Proust (nel 1919 con il secondo tomo della Recherche, intitolato "A l'ombre des jeunes filles en fleurs", ed.Gallimard) Simone de Beauvoir (nel 1954 con "Les Mandarins", ed. Gallimard), al quale non sembra ancora essersi abituato, definendolo con una metafora interessante ritwittata:


Via | academie-goncourt.fr

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