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Le manie degli scrittori per trovare ispirazione

Pubblicato: 24 ott 2011 da Roberto Russo

Le manie degli scrittori per trovare ispirazioneScrivere ha i propri riti (e miti). Ognuno di noi ha il proprio modo di scrivere, non solo inteso come stile, ma anche come modalità messe in pratica prima di prendere la penna (o la testiera) in mano. Delle manie degli scrittori abbiamo già parlato. Ecco un’altra serie di curiosità che riguardano scrittori del passato e i loro riti per scrivere. Magari qualcuno potrebbe fungere da ispirazione nel caso del classico blocco dello scrittore…

  • John Milton (1608-1674) scriveva avvolto in un vecchio cappotto di lana;
  • Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon (1707-1788) scriveva solo se aveva polsini di pizzo e fronzoli e la spada al fianco;
  • Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) preferiva scrivere in campagna, possibilmente al sole. Se il rumore di fondo lo infastidiva troppo, si turava le orecchie con tappi di ovatta;
  • Johann Christoph Friedrich von Schiller (1759-1805) scriveva solo se aveva i piedi in una bacinella con acqua freddissima;
  • François-René de Chateaubriand (1768-1848) dettava al suo segretario mentre camminava scalzo per la sua stanza;
  • George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron (meglio conosciuto come Lord Byron, 1788-1824) era ispirato dal profumo del tartufo e per questo ne aveva sempre con sé;
  • Honoré de Balzac (1799-1850) andava a letto alle diciotto e veniva svegliato da un servo a mezzanotte; quindi, vestito di bianco come un monaco, iniziava a scrivere per dodici/diciotto ore di fila, avendo sempre a portata di mano del caffè (Balzac aveva una vera e propria dipendenza dalla caffeina);
  • Alexandre Dumas (1802-1870) per scrivere indossava una specie di tonaca rossa, con maniche larghe e sandali;
  • Victor Hugo (1802-1885) rifletteva a voce alta sulle sue frasi o sui suoi versi, camminando per la stanza fino a quando non gli sembravano completi: allora correva a sedersi e a scriverli prima di dimenticarseli. Inoltre si obbligava a scrivere dando i suoi vestiti a un servo che aveva l’ordine di non restituirglieli – anche nel caso in cui avesse insistito – fino alla scadenza del tempo prestabilito: così, non avendo la possibilità di uscire, era costretto a scrivere;
  • Gustave Flaubert (1821-1880) era incapace di scrivere se prima non fumava una pipa;
  • Pierre Loti (pseudonimo di Louis Marie Julien Viaud, 1850-1923) indossava costumi orientali in un ufficio decorato alla turca.

Leggende metropolitane, forse. Ma è innegabile che siano manie di un certo fascino! Voi ne avete di manie o di riti che rispettate scrupolosamente prima di mettervi a scrivere (o a leggere)?

Via | Papel en blanco
Foto | Flickr

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di spezz

    spezz

    28 ott 2011 - 16:19 - #1
    0 punti
    Up Down

    Quando scrivo ho bisogno di una “colonna sonora” a tema in base a ciò che devo scrivere. Se un capitolo drammatico, avvincente, misterioso o tranquillo. Tutto ha una sua colonna sonora. Ovviamente non mi metto al paragone dei mostri sacri, ma ognuno ha le sue passioni no? :P

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