Quasi quasi m'innamoro, di Anna Mittone

anna mittonePosso assicurare senza paura di essere smentita che chiamarsi Consolata non è il presupposto per una vita serena. Forse pia. Ma non serena. Consolata Bogetto sfiora veramente il dramma.

Chi è questa fulgente Anna Mittone dalla scrittura esplosiva che ci riversa addosso a ogni pagina le cadute di stile della sua sfigatissima protagonista femminile? E’ una professionista della scrittura, una sceneggiatrice, leggo nella quarta di copertina. Una che di sicuro è una fortuna avere come amica, ho pensato leggendo il suo esilarante Quasi quasi m’innamoro (Piemme).

Il romanzo è uno dei migliori chick lit italiani letti ultimamente perché lei, Mittone, la vena comica ce l’ha e le risate te le strappa davvero, facendoti immedesimare nei rovesci amorosi della sua protagonista, Consolata. Come ad esempio quando le capita di incontrare l’ex felicemente accompagnato dalla compagna (ricercatrice universitaria, mentre lei è rimasta a sgobbare in una libreria) con tanto di carrozzina rosa bon ton.

A lei, inzuppata e senza ombrello, a quel punto naturalmente non resta che immaginare (tanto per tirarsi su, of course) il suo funerale, col suo nome “scritto a lettere dorate, Isn’t she lovely in sottofondo, pagine scelte dei miei poeti preferiti lette tra i singhiozzi. E soprattutto, un’inesausta processione di ricordi…tesi a innalzare verso il cielo le mie virtù e doti” (mentre l’ex, naturalmente, assiste in lacrime nelle prime file “disperatamente conscio del terribile errore che ha commesso”).

Sarebbe stato meglio morire in quella giornata di pioggia, d’altronde, che dover oltretutto affrontare le soffocanti attenzioni dei suoi genitori, che amorosamente la attendono nella loro casa (tutta “una profusione di ninnoli, servizi da caffè mai utilizzati in bella mostra, cavalli rampanti in campo ocra e teneri gattini che giocano con gomitoli di lana ricamati a punto croce”) per iniziare con la profusione dei loro “che io te l’avevo detto che con quel Paolo non andavi da nessuna parte e infatti guardati hai buttato gli anni migliori”.

Forse in fondo i suoi hanno pure ragione, perché il problema è quello che ci manca, “un rifugio caldo nelle notti di tempesta un camino acceso e ciao amore la cena è sul fuoco...”(“soprattutto a chi è cresciuto con dosi massicce e incontrollate di Happy days…e i Robinson, hai voglia poi a infliggerti la filmografia completa di Bergman”).

Che poi il tuo migliore amico fissato coi maglioni di pile (chi l'avrebbe mai detto) ha pure trovato la sua Barbie Beneficenza, la donna della sua vita stupenda e dal cuore d’oro (e ti pareva) e neanche puoi consolarti pensando alle sue, di sfighe (come accade regolarmente fra migliori amici, si sa). E allora che male c’è a pensare a lui, a quel divo della musica che un giorno, perchè no, potresti convincere anche a sposarti.

In fondo hai un sacco di vita davanti, Consolata, “la parte con più rughe smagliature cellulite e meno ovuli fecondi, siamo d’accordo, ma è pur sempre un bel pezzo”, sei ancora in tempo “praticamente per qualsiasi cosa, a parte forse le minigonne con i leggins e erte magliette sopra l’ombelico. Un po’ d’ottimismo, insomma”.

A. Mittone
Quasi quasi m'innamoro
Piemme
9.90 euro

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