Le formiche, di Boris Vian

Marcos y Marcos ha pubblicato nella collana "minimarcos" la gradevolissima raccolta di racconti dello scrittore francese (e troppo poco rimpianto) Boris Vian: Le formiche.

Boris Vian, Le formiche

Musicista eccelso, traduttore (soprattutto di Chandler) e scrittore per scommessa (vinta, viene da dire, visto il risultato: Sputerò sulle vostre tombe), sono le principali sfaccettatura di una personalità complessa che si intreccia con i temi dei racconti (temi suoi, certo, ma anche della sua generazione).

Il pacifismo e la conseguente critica sociale (spesso i protagonisti sono soldati, proprio come il primo racconto che dà il titolo al libro), ad esempio.

Prendiamo il racconto Allievi modello ambientato in una scuola di polizia. In questo racconto ci sono due poliziotti – non esattamente due cime – che non aspettano altro che suonarle a chiunque protesti. Non vedono l’ora, dicono, mangiando una minestra di mostrine, ma alla prima occasione…

Quasi sempre, nei racconti, irrompe l’assurdo o, più spesso, il sur-reale a fare a pezzi l’andamento normale delle cose del mondo anche quando sembra che le cose vadano normalmente. Così può capitare che Jacques Théjardin non si senta affatto bene.

«Si era preso un bel malanno suonando il flauto ruvido in mezzo alla corrente. La sua orchestra da camera, difatti, visti i tempi duri, accettava di esibirsi in un semplice corridoio […] Jacques Théjardin non si sentiva affatto bene. La sua testa si era allungata da una parte sola e il cervello non seguiva il movimento». La malattia lo fa sudare parecchio, e il sudore e quanto va cercando il fornaio all’angolo che «gli pagava bene tutto questo sudore: l’avrebbe messo in bottiglia con l’etichetta “Sudore della fronte” e la gente l’avrebbe comprato per gustare meglio il pane abbrustolito».

Anche quando sono piuttosto realistici, c’è sempre qualcosa che si mette traverso. Prendete un idraulico che crede di saperla più lunga di chiunque altro al mondo; un giorno questi bussa alla porta di un tizio malato, entra e ci rimane «quarantanove ore di fila»; oppure prendete un viaggio in treno in cui valgono i biglietti falsi.

Insomma, per chi ama la forma breve, qui c’è da ridere, da sorride-re, ma soprattutto c’è da lasciarsi trasportare dalla irrefrenabile fantasia dello scrittore.

Boris Vian
Le formiche
Marcos Y Marcos
10 euro

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