Almost Blue: un classico di Lucarelli per Halloween

Lucarelli da brividi per la giornata più inquietante dell'anno.


Ritrovarsi tra le pagine di "Almost Blue", precisamente ad Halloween è un bel modo per immergersi in un'atmosfera da brividi. Pizzichi sulla schiena che arrivano dritti dritti dalle parole di un maestro italiano del genere, come Carlo Lucarelli, incastonate in un contesto urbano familiare, quello di Bologna, che potrebbe però assomigliare anche ad altre città. Una città gremita di studenti e conosciuta per la sua apertura, nella quale irrompe un elemento di disturbo. Di terrore. E' l'iguana, serial killer spietato e preciso, che consuma ad ogni delitto la sua nemesi, assumendo le sembianze della sfortunata vittima, sfigurata in un sanguinario e violento rituale di appropriazione. Preoccupante virata spietatamente efficace, prodotta da un passato di abbandono e sopraffazioni, che chiama in causa Grazia Negro, una giovane ispettrice dal grande intuito costretta a confrontarsi con un ambiente quasi esclusivamente maschile.
Al suo fianco una squadra un po' titubante, e Simone Martini, un ragazzo cieco che, guidato dall'incredibile sensibilità del suo udito e dalla musica di Chet Baker nell'originale della versione di Elvis Costello, aggiunge la sua singolare expertise rischiando, suo malgrado, il tutto per tutto in un caleidoscopio di colori, il blu del titolo e poi il verde, quello della voce inquietante e metallica dell'assassino, identificata dall'affilata capacità uditiva di un cieco che pagherà caro il suo "dono".


Un libro, ma anche un film del 2000, presentato alla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2001, con la regia di Alex Infascelli e Claudio Santamaria nei panni di Martini.

Via | einaudi.it

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