A mani nude di Stefano Martufi

Pochi uomini e pagine scarne, per descrivere un mondo violento, con qualche sprazzo d'amore.


"A mani nude" di Stefano Martufi

, in un fluido di esistenze incastrate. Le parole sono secche come la vicenda descritta, un mix di amore e di dolore, di sopravvivenza e di urla taciute. C'è Narcos, con il nome che è già tutto un programma, la vita e guerra, somma metafora che spinge tutti ad esercitare strategie strategie di sopravvivenza. La resistenza di un pugile, della sua Lisa che fatica a tenersi dentro un figlio, dei compagni di guerra caduti stupidamente, delle speranze infrante e dei loro amori. Poche pagine per intrecciare storie, poche frasi per descriverne i personaggi. Anime fiere che tirano avanti nonostante tutto in un paesaggio che possiamo solo immaginare altrettanto spoglio, consolato da qualche sparuto prato e corpi che attendono una tregua che non arriverà:

Io potevo salvarlo, Andrea. Davvero Capitano. Dentro al mirino avevo gli occhi di chi l’ha ucciso. Gli occhi del nemico. Quelli sono gli occhi del nemico, allora, ho pensato. Tutto qua. Non me li ero mai immaginati gli occhi del nemico fino a quel momento o, almeno, non li avevo mai visti da così vicino. Erano occhi che sembravano aver voglia di guardare tutto, meno quello che stavano guardando. Che Sabrina possa perdonami, capitano.

"A mani nude"
di Stefano Martufi
Narrativa (Contemporanea)
2008
Arduino Sacco Editore

Nell'immagine collage di un particolare delle copertina (a destra) e foto vintage del boxeur Billy Wells si allena. Photo by Topical Press Agency/Getty Images, (a sinistra).

Via | arduinosacco.it

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