Alda Merini: dietro le porte chiuse della casa museo una poesia se ne va

Una casa-museo che chiude facendo riflettere e sollevando polemiche.

La città nuova
Ecco un bianco scenario
per tratteggiarvi l’accompagnamento
degli oggetti di sfondo che pur vivono.
non ne sarò l’artefice impaziente.
Berrò alle coppe della nostalgia,
avrò preteso d’ozio nelle lacrime...

Il suo letto sul quale si lasciò ritrarre, e sul quale sono sparsi ad arte alcuni indumenti, la scala che scendeva a fatica, la radio, il telefono, un vecchio pacchetto di sigarette, le chiavi col lungo nastro rosso, il pianoforte, lo specchio sul quale scriveva col rossetto, in vari impeti e la scrivania con quella macchina da scrivere alla quale consegnava pensieri e dolori e che ormai portava al posto della carta una foto famosa. Tra pochi giorni ricorre l'anniversario della morte di Alda Merini, scomparsa nel novembre 2009, eppure la sua casa-museo, ricostruita in una ex tabaccheria di milano, non lontano dalla storica residenza della Merini sui Navigli e pensata come un luogo per la promozione di giovani scrittori e poeti che, almeno per il momento, non è più visitabile.
Chissà cosa ne penserebbe lei, la poetessa che aveva desiderato vedere le porte della dimora tanto amata sempre aperte su quella riproduzione commemorativa di stanze nate al pubblico il primo giorno di primavera del 2011, data di nascita della stessa Alda, scelta anche per la festa nazionale della poesia, testimonianza del continuo rigenerarsi della natura e ormai chiuse. Mentre ci si interroga sullo spazio della cultura in Italia tace anche l’Atelier della Parola, il laboratorio con corsi di scrittura creativa, non risuonano più né i passi né le voci. Dal 2 settembre scorso la crisi economica ha fatto un'altra vittima sospendendo anche quelle tre ore al giorno, cinque giorni alla settimana per scarsità di risorse. Troppo pochi i quatto visitatori che in media vi si recavano ogni settimana, tanti invece gli appelli al ministro dei Beni culturali, dalla senatrice Pd Anna Finocchiaro, dal presidente democratico della commissione Cultura a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, lo stesso Massimo Bray e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno che assicura:

Stiamo già scrivendo, insieme alla Zona, un bando che uscirà entro l’anno: l’obiettivo è quello di assegnare gli spazi a una associazione o a una rete di associazioni che tengano viva la memoria di Merini aprendo il museo e svolgendo, nelle altre stanze, attività culturali, corsi e seminari.

Galleria fotografica della dimora sita in Via Magolfa n° 32 (Milano) al link in calce.

Via | aldamerini.it

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