Disattendere, prego

di Nunzio Festa




L’esordio letterario di Patrizia Berlicchi s’inserisce nel filone della poesia dei nostri giorni, quella che manda a casa gli arcaismi inutili e si fregia della potenza del quotidiano. Si nutre di avverbi e sguardi, d’oggetti e movimenti dell’animo. Le poesie contenute in “disattendere, prego” sgorgano dalla certezza di trovarsi in stato di frenetica incertezza, paradossalmente in una dimensione che prende le mani dell’autrice d’origini toscane per portarle nell’emisfero della riflessione poetica; versi ad aprire un ciclo, a dare corpo al letto d’un ruscello.

La silloge è composta da quarantaquattro poesie, 44 componimenti che formano un testo quasi omogeneo. Senza alcuna certezza t’invitano a cominciare un breve, per adesso, viaggio nella visione poetica d’una donna appassionata soprattutto di teatro. Quella sua dedizione al teatro che s’è manifestata a pieno durante la lettura, inoltre, che presentava queste allora inedite poesie. Fu un evento romano, e la voce della Berlicchi dava misure e ritmo alle sue creature. Ma la lettura del volume aggiunge ulteriore piacere all’ascolto.

L’antologia, comunque, contiene alti e bassi. In effetti, in alcuni punti la versificazione risente troppo del taglio improvviso, non del taglio inatteso, ma di quell’andare a capo troppo costantemente e in maniera veloce. A volte si potrebbe evitare, anche se tutto è lecito. Così come la Berlicchi dovrebbe stare attenta alle rime sin troppo facili, scontate. Questioni marginali per l’opera, occorre spiegare.

In questa opera prima di Patrizia Berlicchi è presente una prefazione emozionata e attenta di Simone Ghelli, anche. L’autrice ha dedicato il libro a suo padre, dunque la grazia e attenzione posizionate all’interno dello scorrere letterario vanno sentite pure quale dono a una persona in credito d’affetto.

Da segnalare, a pag. 21 della pubblicazione, una breve composizione che serve a incontrare il battito del cuore dell’autrice, il titolo è addirittura Poesia non mia: “AIUTAMI / SONOL’ UOMO / SENZA BRACCIO / GRAZIE”. Significativa questa chiusa, ancora: “Dimenticare // di essere orgoglio dolente / vittima e boia / della mia anima buia.” Stillare leggerezza, per Patrizia Berlicchi è fondamentale, nonostante tutto. La poesia che regala il titolo al volume è sicuramente una sperimentazione, da prendere e riprendere per lettrice o lettore.

In mezzo al gigantesco mondo troviamo un’anima piegata, ma un’anima in attesa cha la vita esploda in un finale Inatteso. Indubbiamente questo finale attesissimo deve battersi contro l’omologazione che mette in riga coscienze stordite. Necessariamente.

Le poesie di P. Berlicchi riescono a scalfire dall’interno la monotonia delle azione continue e a volte ripetitive che devono essere compiute per forza di cose. La cifra stilistica e le scelte della Berlicchi raggiungono innanzitutto un tocco gentile, anticipatore di notizie poetiche d’ancora maggiore spessore.



Disattendere, prego

di Patrizia Berlicchi

edizioni Il Filo

pag. 56, euro 12.00

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