Recensione di: I cowboy non mollano mai di Max Pezzali

L'autobiografia di Max Pezzali è un viaggio -in moto- attraverso gli anni '80, '90 e Duemila; un ritratto a cuore aperto, da leggere per capire che fare musica non necessariamente è sinonimo di coolness. Storia di uno controcorrente.

Vi abbiamo anticipato tempo fa l'uscita dell'autobiografia di Max Pezzali I Cowboy non mollano mai, ed ora andiamo a vedere più da vicino che cosa c'è nelle pagine di questo libro che rappresenta una specie di viaggio nella cultura pop italiana dagli anni '80 ad oggi. Snobbato dai fan della musica "colta" in realtà è ascoltato un po' da tutti, con la scusa del sottofondo della radio; e intanto le sue melodie restano nell'aria, piaccia o no. Pezzali è un tipo a prima vista insignificante eppure interessante, perchè prova un certo gusto nel raccontare gli anni di punk/metallaro che schifa i paninari, appassionato di fumetti dei supereroi e di modellismo.

Un ragazzo normale, nato in una famiglia che più comune non si può; uno trasversale che come tanti, a un certo punto della sua adolescenza sente il bisogno incontenibile di avere uno stereo per immergersi nella dimensione musicale. Quando ascoltare musica prevedeva l'uso dei vinili, quando andavano di moda le Doctor Martins, quando Bruce Springsteen suonò la prima volta a San Siro. Il libro, uscito il 20 ottobre 2013 per ISBN Edizioni e dedicato al figlio Hilo, non è ovviamente un trattato di filosofia ma ci aiuta a capire alcune evoluzioni sociali degli ultimi decenni in Italia; articolato in dodici capitoli, si avvale dello slang scritto contemporaneo per raggiungere l'attenzione dei lettori più giovani e accarezza le nostalgie di quelli più grandi con i riferimenti cinematografici e le abitudini degli anni '90 oramai cadute nel dimenticatoio. Un back in the days per chi ha vissuto quell'epoca e un how to per chi sogna di farcela partendo da zero; con le ultime pagine dedicate alle riflessioni di un uomo maturo, di un padre che ha capito che vivere il "qui e ora" è la cosa più importante. Tutto il resto, è accessorio.

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