Libro Joseph Atwill che nega esistenza Gesù, si temono disordini a Londra

Temono proteste e disordini, le autorità londinesi, in prossimità della conferenza del professore Joseph Atwill le cui tesi sulla “invenzione” di Gesù ad opera dell'Impero romano, in questi giorni hanno fatto scalpore.

Gesù? Una invenzione, come quella dei regali di Babbo Natale per far star buoni i bambini prima delle feste. Solo che i “bambini” erano i primi cristiani e i “genitori”, per continuare la metafora, le autorità romane.

Questa la tesi del prof Joseph Atwill nel libro Il Messia di Cesare: la cospirazione romana per inventare Gesù, la cui conferenza a Londra, la prossima settimana, pare stia creando preoccupazioni di ordine pubblico alle autorità.

Quella di Atwill è un'altra delle teorie della cospirazione e di ipotesi dietrologiche formulate nei nostri decenni su praticamente ogni argomento dello scibile umano, ma chiaramente la messa in discussione di un simbolo così centrale della civiltà occidentale ha avuto una eco diversa.

Fa riflettere però il fatto che i fedeli abbiano annunciato manifestazioni di protesta (speriamo non violenta) all'arrivo del professore. Perchè forse la vera “opposizione” al professore – da parte di storici non credenti o di commentatori cristiani appassionati che siano - andrebbe costruita invece proprio a livello di confronto e dibattito culturale.

Basterebbe ricordare le prove storiche della esistenza di Gesù Cristo (detto “Cresto” nei primi documenti che ne attestano l'esistenza), a partire dalla prima, quella di Tacito (116 d.C.), che parla di "Cristo" "condannato al supplizio sotto l’impero di Tiberio dal procuratore Ponzio Pilato”, a SvetonioPlinio il Giovane, che lo menziona in una lettera a Traiano.

Gesù invece sarebbe stato "inventato" nel suo ruolo, secondo Atwill, per sedare le inquietudini delle masse in attesa di un Messia, proponendo un modello di "sottomissione" come quello del Cristo che si lascia uccidere dal potere costituito.

Come "prova" della sua teoria, lo studioso citerebbe un parallelo fra la storia narrata nei Vangeli e quella dell'Imperatore Tito Flavio, narrata da Giuseppe Flavio, da cui gli evangelisti avrebbero copiato, diffondendo una storia inventata firmata da un autore romano.

Curioso, verrebbe da dire, che gli stessi “inventori” della figura di Gesù, le cariche istituzionali dell'Impero Romano siano stati dalle origini i primi e più accaniti persecutori dei cristiani (da Nerone a Diocleziano e Domiziano). Il che a rigor di logica non rappresenta di certo la migliore strategia per diffondere il culto di una nuova religione, in effetti.

Si tratta solo di due delle tante obiezioni possibili alle tesi di Atwill, che non pretendono di essere "Vangelo" neanche esse stesse, ci si passi la battuta. Insomma, riportare una tesi provocatoria del genere nei confini di un onesto dibattito d'opinione non avrebbe dovuto essere così difficile. Perchè allora tanto scalpore?

Sarà la poca preparazione sui fondamenti (anche storici) della propria religione che mette in condizione anche i credenti cristiani di sentirsi minacciati da una eclatante ipotesi dietrologica che mette in discussione il fondamento del loro credo?

O non sarà che i credenti sentono di reagire così palesemente perchè mancano protagonisti e canali adatti a un dibattito serio sulla questione (con esperti aperti alle domande dei fedeli, od articoli giornalistici meno superficiali, più “critici” e informati, ad esempio) e non fatto a suon di titoli eclatanti che rischiano di confondere le idee agli incerti e ai dubbiosi poco informati sulla questione?

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