Cinquant’anni fa il disastro del Vajont: tre libri per non dimenticare

A cinquant’anni di distanza il disastro del Vajont è una ferita ancora aperta nel nostro Paese. Ecco tre suggerimenti di lettura per approfondire.

Cinquant’anni fa il disastro del Vajont: tre libri per non dimenticare

Era il 9 ottobre 1963 quando avvenne la tragedia del Vajont: alle 22.39 una frana si staccò dalla costa del Monte Toc, e finì nel bacino creato dalla diga del Vajont, provocando quasi duemila morti. A distanza di cinquant’anni il ricordo di quella tragedia è vivo nella nostra storia e nelle nostre menti e ancora siamo increduli dinanzi a quanto successo: una strage annunciata eppure pianificata.

Da leggere è Vajont 9 ottobre ’63 di Marco Paolini, disponibile in cofanetto (con videocassetta è quello che ho io, non so se sia stato fatto in DVD). Paolini è un vero maestro nel catturare la nostra attenzione e il suo modo di narrare tiene incollati, sembra di essere là, in quella tremenda notte. Definire grandioso questo prodotto editoriale è il minimo che si possa fare. Una piccola annotazione: nella rappresentazione teatrale di Paolini non c’è alcun elemento che dica quando sia andata in scena. Tranne per un accenno fugace al Nobel per la letteratura consegnato quello stesso giorno: nel 1997 il Nobel andò a Dario Fo e Paolini è sulla scena proprio la sera stessa, per raccontare quanto avvenne nel giorno stesso dell’anniversario. Di Paolini abbiamo anche un colloquio-intervista con Oliviero Ponte di Pino in cui viene riscritto il percorso del “Racconto del Vajont” dal punto di vista di chi lo ha realizzato e dello spettatore.

Sui sopravvissuti alla tragedia del Vajont è il libro di Mauro Corona dal titolo Vajont: quelli del dopo. Mauro Corona – lo scrittore-alpinista di Erto, proprio lì, sul Monte Toc – fa ritrovare all'osteria del Gallo Cedrone sei uomini si ritrovano a discutere fuori dai denti, tra un bicchiere di vino e l'altro, sulle responsabilità della tragedia; sul dopo Vajont, su chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso. Dalle loro parole ruvide e coinvolte emergono accuse, notizie, fatti.

Un terzo testo che si può leggere per non dimenticare quanto successo, anche se non tratta esclusivamente della strage del Vajont, è Le montagne della patria. Natura e nazione nella storia d'Italia. Secoli XIX e XX di Marco Armiero, in cui si analizza il ruolo chiave delle montagne nella storia d'Italia. Da fra' Dolcino ai NO TAV, dal ruralismo fascista ai partigiani, dalle proteste dei No tav in Val di Susa alla modernizzazione idroelettrica che, cinquant'anni fa, portò alla «strage annunciata» del Vajont: una riflessione originale sul rapporto tra storia e natura.

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