I racconti del Faro di Matteo Abbate

La poetica favola di un mulino sognava di diventare faro.

C'è un sottile venticello di incanto ne "I racconti del Faro" di Matteo Abbate, storie brevi che restano nella memoria di chi le legge e ancor più di chi le narra. La vita a mungere grani e respirare nuvole di candida farina non bastava all'avventuroso piccolo mulino. Desideroso di grandi imprese si spingeva ad immaginare la sua vita salmastra di punti di riferimento marittimo. Lui che sognava un presente di speranzosa ancora per marinai e vascelli sballottati dalla tempesta si ritrovò ad attendere e progettare le fasi di una complessa trasformazione. Via le pale spazio agli strumenti funzionali di un vero faro. Seguendo i saggi consigli del Vecchio Grillo e interpellando direttamente la potenza del Mago Pellicano, l'unico capace di procedere alla necessaria reinterpretazione, il piccolo mulino mutò se stesso in un bel faro bianco splendente, con le sue strisce rosse, l'oblò e tutto il resto...

Adesso il piccolo mulino sapeva come fare
a fare il faro:
acqua, sale,
un relitto sul fondale, un soffio da portento,
tre scogli neri, cavalloni e giganti cavalieri,
l’abisso buio, una barchetta,
una luce profonda,
una preghiera per la rotta.
Quanti ingredienti per questa ricetta!
Occorrerà un grande cuoco.

La tenerezza delle brume dell'infanzia e il sogno dell'evoluzione in una narrazione che incanta e che partecipa ad un intero concorso a tema: “Il Faro, una storia illuminata”.

Foto by Francisco J. Gómez.

Via | illustramente.it

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