Julian Assange: l’autobiografia non autorizzata. E’ questo il titolo del volume che la casa editrice Canongate ha pubblicato oggi e permettendo al Guardian di lanciare, oltre alla notizia, addirittura una pagina live per aggiornare i propri utenti sulla lettura di questo assurdo libro.
Certo, perché non si può definire in altro modo un’autobiografia non autorizzata, se non ammettendo che l’Io scrivente - nelle autobiografie antonomasticamente coincidente all’Io narrante - sia affetto da una gravissima forma di schizofrenia, una dissociazione interiore talmente conflittuale da costringere una parte del suo Ego a non dare l’autorizzazione all’altra per procedere nella pubblicazione del libro.
In realtà quel che è successo pare molto più semplicemente molto simile a una delle miriadi di operazioni editoriali figlie del marketing. Canongate, infatti, per avere l’esclusiva di questa autobiografia pare avesse concesso a Assange un supercontratto da quasi un milione di sterline, vendendo i diritti in altre 35 nazioni, mam soprattutto, aveva pagato al fondatore di Wikileaks, nonché ricercato numero uno per gli States, un anticipo di ben 500mila sterline.
Pare che però, una volta presi i soldi e dopo aver buttato giù la prima bozza delle sue memorie - aiutato dal suo ghostwriter Andrew O’Hagan - l’australiano più ricercato del mondo abbia cambiato idea, passando dall’entusiasmo di poter “scrivere uno dei documenti unificanti della nostra generazione” al molto più secco e certamente meno euforico “ogni biografia è un atto di prostituzione”.
Insomma, il libro ormai è uscito e, a scapito delle apparenze, tutti sono contenti: il Guardian ha lanciato la notizia attraendo un bel po’ di lettori, Canongate esaurirà le copie in una settimana, molto più in fretta rispetto a una “autobiografia autorizzata”, mentre Assange ha avuto il suo bel anticipo, garantendosi la copertura legale per qualche tempo.
Via | TheGuardian
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