Poeta Adonis candidato Premio Nobel | Pace in Siria, terra antica

E' da tempo che ritroviamo il nome del poeta arabo Adonis, 83 anni (vero nome Ali Esber) fra i papabili del premio Nobel per la letteratura. Chissà che quest'anno non si avveri la previsione.

Due righe biografiche sul poeta arabo Adonis, laureato in legge e filosofia, fondatore di riviste letterarie a causa delle quali, perseguitato politico per le sue idee, rimase in prigione durante gran parte del periodo in cui prestò servizio militare. Proprio in carcere conobbe la sua futura moglie, con la quale si trasferì in Libano, dove insegnò all'università come professore di Letteratura araba. Ha ricoperto il ruolo in delle cattedre anche a Parigi e all'università di Genova.

Non sappiamo ancora se vincerà il Nobel, ma a settembre il poeta arabo Adonis, che vive “in esilio” dalla sua terra, a Parigi, è stato in Italia per ricevere comunque un bel riconoscimento: il premio letterario Capri. In quella occasione, è stato interpellato sulla situazione in Siria.

Paese che ha detto di amare, in un bell'intervento a Il Mattino, “non certo per il regime di Assad» chiarisce, «ma per un popolo che ha una storia antica e per una terra che ha una civiltà antichissima. Fu la Siria a inventare il nostro alfabeto e fu la Siria a creare la parola Europa; spero che l'Europa si ricordi di questo e freni l'America. La guerra è un non senso; bisogna dare spazio al dialogo; l'uomo deve parlare e non uccidere».

E forse, ha lasciato intendere, è anche compito dei poeti cercare di guardare con nuovi occhi a questi paesi che siamo abituati a conoscere solo – attraverso i media – nelle loro immagini di devastazione e brutture causate dalla guerra, e attraverso i volti della povertà dei loro abitanti.

Ma come si costruisce la pace? I suoi versi celebrano l'importanza delle donne ad esempio, da lui definite “il cammino dell’uomo verso se stesso”, e poi, ancora più esplicitamente: “Voi che nascete per dare la vita al mondo, dovete costituire un’internazionale della pace. Voi siete l’antidoto alla violenza.”

Leggiamo allora i bellissimi versi da lui dedicati alla pace: «Pace ai volti che, soli, vanno nella solitudine del deserto/ all'oriente vestito d'erba e fuoco/Pace alla terra lavata dal mare/al tuo amore, pace». E così sia.

In copertina, il libro-conversazione scritto da sua figlia Ninar Esber, ed edito da Archinto: Conversazioni con Adonis, mio padre.

Via | Il mattino

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