Max Pezzali, "I cowboy non mollano mai": in uscita il libro autobiografico

Dal punk alla paternità, dall'esplosione degli 883 negli anni '80 alle esperienze come solista nelle tournè in giro per l'Italia e per il mondo; il libro di Max Pezzali è la storia di una crescita in tutti i sensi. Di un ragazzo normale, ma forse no.

Lo scaffale dedicato alla musica si prepari a ricevere una nuova biografia, il 10 ottobre 2013 esce nelle librerie I cowboy non mollano mai di Max Pezzali (Edizioni ISBN, prezzo 13,60 il cartaceo). Lo proporrei come regalo ideale per chi appartiene alla generazione dei 40/50enni, che in queste pagine potranno ripercorrere un consistente pezzo di storia pop italiana a partire dagli anni '80 in poi; l'interessante qui, è il percorso di un ragazzo "normale" che trova la sua via anche senza gli atteggiamenti da badboy. Uno controcorrente insomma!

Pezzali parte dalla Pavia dei paninari e si accosta al punk, sale alle luci della ribalta con gli 883 e poi passa alla carriera solista; un pezzo di vita italiana. E non è una vita facile, spesso deve fare i conti con la critica. Ma a modo suo, ha un carattere forte e procede imperterrito con il suo stile da cowboy romantico, insomma si evolve. E arriva ad oggi con il tesoro di una paternità e le esperienze di conduttore on the road con il programma Le strade di max. Ecco un estratto dal libro:

Era l’anno dei Mondiali di Francia, l’anno in cui avevo comprato la moto nuova, una Buell. La piazza era piena di gente. Dalla Galleria Vittorio Emanuele II a via Torino, e giù fino a piazza Cordusio, senza soluzione di continuità. Il Duomo era coperto per i lavori. Pioveva a dirotto e c’erano centomila persone. Appena prima di uscire c’è stato un momento di panico assoluto, un istante in cui mi sono detto: Dove cazzo vado qua? Io non esco! Se avessi avuto una campanella magica, l’avrei suonata e me ne sarei andato da qualsiasi altra parte. Nella vita, si sa, c’è sempre un collegamento tra le cose: riesci a farne una solo perché ne hai fatta un’altra in passato. Con il carattere che mi ritrovo, forse non sarei mai riuscito a salire su un palco se non avessi passato un periodo della mia vita a lavorare sulle ambulanze, se non avessi dovuto imparare ad affrontare l’inaffrontabile e a risolverlo. Così, ho capito che non dovevo pensare a tutto il concerto, alle persone che avevo davanti, ma darmi un sistema, pensare per segmenti. Otto misure l’intro, poi parte la prima strofa, la seconda… Tranquillo. E quella era Milano, la grande metropoli che avevamo sempre guardato da lontano, da quei trenta chilometri che psicologicamente erano più di tremila. Ecco, quella sera, davanti a tutta quella gente venuta lì per me, ho sentito che ce l’avevo fatta, che dopo sei anni di lavoro avevo messo su quella città la mia bandierina definitiva. Milano mi aveva accettato, mi aveva accolto. E forse per la prima volta non mi sono sentito più quello che veniva da Pavia, che non sapeva mai dove parcheggiare la macchina e aveva paura di entrare nei locali perché si sentiva inadeguato. A distanza di anni ho capito che questa sensazione di inadeguatezza non è una tara psicologica, ma qualcosa che mi è utile per continuare a raccontare le storie, per conservare il mio punto di osservazione sulle cose. E mantenerla viva è l’unico modo che ho per sopravvivere.

Un punto di vista che dalla provincia ai bordi della "grande" Milano, che cresce e si sviluppa fino ai quattro angoli del mondo e diventa la storia di un lungo viaggio proprio come in sella a una Harley. Ecco le date delle presentazioni in giro per l'Italia nei prossimi giorni: Milano - 9 ottobre ore 18:30 Feltrinelli di Piazza Piemonte, Roma - 10 ottobre ore 18:00 Feltrinelli di via Appia Nuova 427, Torino - 11 ottobre ore 18:30 Feltrinelli di Stazioen Porta Nuova, Verona - 12 ottobre ore 16:00 Feltrinelli di via Quattro Spade 2, Bologna - 16 ottobre ore 18:00 Feltrinelli di piazza Ravegnana 1, Firenze - 18 ottobre ore 18:00 Feltrinelli di via dei Cerretani 30/32, Padova - 25 ottobre ore 18:00 alla Feltrinelli di via San Francesco 7.

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