Recensione di Il cielo è dei potenti di Alessandra Fiori

Un romanzo sugli aspetti più umani e nascosti del potere, la storia di un uomo consapevole e forse per questo ancora più sofferente per una vita passata di corsa. A scansare gli altri -e l'amore- in nome dell'arrivismo.

Oggi parliamo di un romanzo a metà tra la politica e i sentimenti, una storia, quella di Il cielo è dei Potenti (edizioni E/O) che Alessandra Fiori ha dipinto attraverso la lente del ricordo. Il protagonista è un uomo di potere, che in seguito a un incontro fortuito con il primo amore della sua vita, vede squarciarsi il sipario della memoria. Ecco l'incipit:

L'ho riconosciuto subito. Era quasi buio, la pioggia tagliava la luce dei lampioni e non lo vedevo da oltre quindici anni, ma l'ho riconosciuto subito. Il collo prominente, le braccia lunghe, l'agitarsi delle mani che cercavano di aprire l'ombrello. C'era la strada a dividerci, per non dire del resto, il suo odore però mi pareva di sentirlo. Tabacco e colonia di quarta. "C'è puzza di Guido" ci dicevamo ridendoci sopra. In realtà, già negli ultimi tempi della nostra ingloriosa amicizia, Guido era passato ai sigari e a ben altri dopobarba. Ma è così che succede, li senti nell'aria quelli inesorabilmente destinati a segnarti l'esistenza. Per questo mantenevamo una sottile distanza. Da ragazzini, almeno.

L'incontro con l'amico Guido (e con la donna amata un tempo), accuratamente evitato a lungo, fa piombare il protagonista nella dimensione solitaria del guardarsi indietro, lo fa uscire dalla sua bolla di ambizione e presunta sicumera; si ripercorre la sua adolescenza negli anni '50, la parrocchia, il campo da calcio, le abbuffate al mare, la madre petulante e il padre camminatore per il quale i piedi erano il motore del cervello. E poi la scoperta di un senso della giustizia, e l'avvicinamento alla politica alla scoperta del mondo dei comizi, delle liste, delle manifestazioni. E degli eventi cruciali della Prima Repubblica. Nella corsa a rotta di collo contro il tempo, dove nasce l'uomo e dove il politico? In questo libro si può cercare una risposta a riguardo, carpire un abbozzo di spiegazione alle notizie sconsolanti che ci tocca leggere ancora oggi sui quotidiani; è uno strumento chirurgico per spiegarci -almeno in parte- l'Italia che viviamo e la sua maleducazione sentimentale, per raccontarci cosa serve per conquistarsi quel pezzetto di cielo.

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