Da qualche ora è online sul sito di FinzioniMagazine un documento assolutamente da leggere, il Libretto Rosa di Finzioni, un documento che allo stesso tempo rappresenta una dichiarazione di amore per la Letteratura e una dichiarazione di guerra contro un establishment, quello dell’editoria italiana, che “ha la forma di una piramide alla cui base sta, schiacciato dalla miopia economica e dalla cecità culturale di chi i libri dovrebbe scriverli e diffonderli, il lettore”.
Il punto di partenza di questo bel Manifesto - utile come l’ossigeno e geniale come l’acqua fresca nel deserto - è la centralità assoluta nell’esperienza letteraria del Lettore, quel non-personaggio che è il solo a poter attivare un libro trasformandolo in una trottola in movimento, rendendolo vivo, facendolo esistere. L’intero Manifesto redatto dal clan di Finzioni si basa su un Nonalogo, lista a metà tra il Tractatus di Wittgenstein e i comandamenti biblici, che porta finalmente al centro del dibattito il vero paladino delle lettere: il Lettore.
I. Leggere è fico
II. I lettori hanno sempre ragione
III. Sono i libri ad aver bisogno di noi lettori
IV. La letteratura è fatta di discorsi sui libri
V. L’autore dura un attimo
VI. I critici sono noiosi
VII. La lettura è sempre un fatto sociale
VIII. Il mondo funziona come una storia che noi leggiamo
IX. Il futuro è negli immaginari dei lettori
Oltre a queste nove regole, la grande forza di questo Manifesto sta in alcune delle idee che porta avanti: la difesa dei diritti dei lavoratori precari sfruttati dal sistema editoriale, la tutela della bibliodiversità e la contemporanea battaglia contro le concentrazioni editoriali. E non mancano neppure le proposte, perché i lettori, se uniti, sarebbero invincibili e grazie al loro peso potrebbero agire sul mercato in modo profondo e decisivo, per esempio chiedendo la ristampa di libri che le logiche cieche di un mercato impazzito non ristampano più da anni.
Insomma, nelle pagine che lo compongono ci sono un po’ tutti gli ingredienti per fondare un vero Movimento dei Lettori, un movimento che può lottare per un futuro in cui “i lettori, riuniti intorno a una passione che li unisce, siano i protagonisti del loro tempo”. Un mondo che sarebbe certamente più umano e vivibile che quello ignorante, che ha paura dei libri e dei loro lettori, in cui ci ritroviamo a vivere di questi tempi.
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