Joyce Carol Oates e Alice Munro candidate al premio Nobel: cosa hanno in comune?

Continuiamo la nostra analisi dei possibili vincitori del prossimo Nobel per la letteratura.

Sono Joyce Carol Oates e Alice Munro, secondo gli scommettitori, le scrittrici il cui nome è il più “papabile” per il premio Nobel della Letteratura di quest'anno dopo quello di Haruki Murakami.

Partiamo da Alice Munro. Canadese, classe 1931, definita da Jonathan Franzen la “più grande scrittrice vivente del Nord America”, amiamo le sue raccolte di racconti grazie ai quali, per la capacità di far emergere il cuore e le contraddizioni dei suoi personaggi, è stata paragonata a una sorta di Cecov al femminile.

La Munro propone raccolte di racconti a cui lavora per anni (in media escono ogni 4 anni), perchè è proprio il racconto la forma forse più congeniale a far emergere la sua capacità di far “inciampare” i suoi personaggi – soprattutto quelli femminili – negli spigoli apparentemente insignificanti della realtà per rivelarcene l'essenza più profonda, in una sorta di “epifania” alla Joyce.

Cresciuta in un mondo isolato dalla comunità, in un “piccolo ghetto di contrabbandieri, prostitute e scrocconi. Una comunità di fuoricasta”. Ha scritto un unico romanzo, anche se, ha dichiarato, “non intendevo diventare una scrittrice di racconti, cominciai a scrivere racconti perché non avevo tempo di scrivere nient'altro, avevo tre bambine".

Joyce Carol Oates invece, statunitense, classe 1938, è una delle scrittrici più prolifiche della sua generazione, che ci delizia con opere corpose tratteggiandoci sotto gli occhi quelle che sembrano delle vere e proprie epopee di eroi moderni, novelli Ulisse della contemporaneità, che si muovono in un affresco sociale più vasto.

“A me interessano soltanto le condizioni morali e sociali della mia generazione”, raccontava in una bella intervista a Fernanda Pivano. I suoi sono personaggi invischiati nel magma di una società violenta che ha perso il copione dei ruoli tradizionali, alla ricerca di una nuova base su cui fondare il suo decalogo morale. D'altronde, alla Pivano che la interpellava sul valore di “denuncia sociale” delle sue opere, rivelava: “Cose così accadono ogni giorno a Detroit”.

Pur con tante differenze però, forse qualcosa che le accomuna c'è: in entrambi i casi però, i personaggi principali delle opere sono donne. Narrate, nelle opere di entrambe, con lo stesso occhio scrutatore e implacabile, e lo stesso tocco, sensibilissimo nel portare alla luce il groviglio dei loro cuori alla ricerca di un sentiero in mezzo al caos.

"Credo che la tempesta delle emozioni costituisce più di ogni altra cosa la nostra tragedia umana - diceva Oates nella intervista citata - : è la nostra continua battaglia con la natura, col tentativo di dominare il caos fuori e dentro di noi, ottenendo a volte piccole vittorie, poi venendo spazzati da qualche cataclisma che abbiamo creato noi stessi".

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 7 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO