Me ne avevano parlato già a fine maggio, ma a giugno, quando è uscito il primo numero, io ero alle prese con il postumi del mio incidente stradale. Così ne parlo ad agosto, mese ideale per rilassarsi un po’ e leggere, liberi da pensieri (o perlomeno così si spera).
Vi parlo de I monologhi della Varechina, un pdf-magazine (scaricabile qui) ideato da Silvana Rigobon, già nota operatrice culturale ed ottima penna.
Si tratta di una una nuova rivista di letteratura e immagini, distribuita gratuitamente in rete, che vuole offrire una stanza alle donne che raccontano storie, con la collaborazione di scrittrici, giornaliste, blogger, illustratrici, artiste, fotografe, autrici di teatro e di cinema.
Il numero zero de I Monologhi della Varechina è dedicato al Lavoro in bianco e nero, interpretato dalle autrici come cinema d’autore: lavoro sommerso, immigrati clandestini, precariato, lavoro di strada, disoccupazione, sfruttamento, disparità uomo/donna, pubblico e privato, flessibilità.
Pubblicati nel primo numero i testi di: Manuela Ardingo, Alice Avallone, Antonella Cicogna, Antonella Cilento, Babsi Jones, Loredana Lipperini, Laura Pugno, Chiara Reali, Silvana Rigobon, Stefania Scateni, Nadia Zorzin.
I Monologhi della Varechina è un gioco di parole con la celeberrima opera teatrale di Eve Ensler, e la scelta dei termini non è casuale. Il monologo, infatti, è la forma più rappresentativa per la comunicazione al femminile, non ecessariamente per scelta delle donne. La varechina rimanda a qualcosa di caustico, che arriva anche negli angoli più difficili.
Seguendo la scia dei magazine nati on line (ricordiamo Sacripante!, uno su tutti), I Monologhi della Varechina promette qualità e costanza, cosa che in questo genere di riviste non sempre si riesce a protrarre davvero nel tempo.
Il prossimo appuntamento sarà sul tema Guerra e Pace, ed è previsto per l’autunno 2006.
danielle fishel nude
29 dic 2007 - 02:34 - #1danielle fishel nudedanielle fishel nude