Eroi esauriti, di Davide Lisino

Tra epica e satira, Garibaldi onorerà la sua fama andando incontro a un’ultima, ineluttabile fiammata di gloria.

Eroi esauriti, di Davide LisinoAnni fa, qui su Booksblog, è capitato di recensire un autore esordiente, Davide Lisino, il titolo del libro era Italian Cowboys. La lettura fu esaltante: la storia andava che era una meraviglia, i dialoghi erano brillanti, esilaranti, i personaggi erano vivi. Per farla breve, era uno bravo.

A distanza di qualche anno, Lisino torna con una storia di avventura, altrettanto riuscita ed esilarante, pubblicata in e-book da goWare. Il titolo: Eroi esuriti, che conferma Lisino, per capacità di lavorare sul plot e sui personaggi, come una delle voci più interessanti del panorama della narrativa italiana.

Questa volta Lisino ci porta nell’America del 1868 insieme a Giuseppe Garibaldi, che si trova a dover scappare dal paese – il nostro – che ha contribuito ad unire e che l’entourage politico ha fatto presto ad accantonare.

Di certo, chi non lo ha accantonato – non a quel tempo almeno – erano gli italiani che lo ritengono, non a torto, una leggenda vivente (c’è chi addirittura gli chiede di benedire i bambini).

Infatti è lo stesso Vittorio Emanuele II preoccupato della popolarità di Garibaldi a ingaggiare dei sicari – uomini della famosa agenzia Pinkerton – per farlo fuori.

La storia si apre sulla nave che il vecchio e un po’ stanco mito italiano ha preso per raggiungere l’America, territorio vasto dove sarà difficile trovarlo e dove nessuno lo conosce (tranne un certo Lincoln, che però è morto tre anni prima).

Sbarcato a New York insieme al suo braccio destro, il tenente Guido Accornero, Garibaldi si incammina, a cavallo, con l’animo schiacciato da quel che è stato, verso l’interno deciso a non avere più niente a che fare con il mito, la leggenda e soprattutto i nemici (il re e la Chiesa).

È così che incontra una giovanissima e francamente brutta Calamity Jane, molto decisa a sua volta a diventare un mito, anche costo di cucirselo addosso a suon di baggianate. Per il momento non è altro che una ragazzetta sbruffona e sboccata, ma con una mira eccellente. Al contrario di Accornero, di cui però si innamora.

Ed è sempre così che, a un certo punto, il mito, quello vero, viene a sapere che gli uomini della Pinkerton, guidati dallo spietato Georg Hauser, dovranno proteggere una delegazione pontificia venuta in visita negli Stati Uniti. Un fatto strano, che lo chiama all'ultimo atto di eroismo.

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