Il gioco degli specchi, di Andrea Camilleri

camilleriE po’ il commissario era arraggiato con se stisso macari pirchì l’aviri tinuto tra le vrazza ‘na beddra fimmina l’aviva mittuto ‘n agitazioni come a un adolescenti. Come se era la prima volta che gli capitava. E allura che forsi la vicchiaia potiva essiri ‘na regressioni verso la gioventù? No, quanno mai, casomà era un avanzamento verso l’imbicillità.

Passano gli anni anche per il commissario Montalbano, ma le conseguenze non sono poi così evidenti: non cambia ad esempio il suo proverbiale appetito che si scatena di fronte ai piatti di Adelina e del ristorante dell’amico Enzo.

Non cambiano le “azzuffatine” di gelosia con Livia durante le telefonate della buona notte e i sussulti del fedele Ormone per colpa del quale il corpo del Commissario, discolo, in certe situazioni compromettenti non obbedisce più ai comandi del cervello.

Semplicemente, man mano che invecchia – e lo notiamo, naturalmente, negli ultimi romanzi che lo vedono protagonista – il commissario Montalbano ha paura di rincretinirsi (oltre che, più prosaicamente, di avere meno scatto, meno prestanza fisica in certe operazioni sul campo)

Ha paura di non avere in mente le domande giuste, e magari di non saper più distinguere la verità, pietra opaca fra apparenze di specchi. In realtà, non si tratta proprio di una “paura”, piuttosto l’insinuarsi, a volte, di un dubbio sottile di fronte a certi suoi apparenti errori nella conduzione delle indagini, al non sapersi difendere di fronte agli inganni malevoli in cui, spesso, qualcuno ha tutto l’interesse che cada.

Accade così anche in Il gioco degli specchi, ultima fatica del nostro Camilleri, in cui il Commissario ben si adatta – dopo una prima fase in cui la cosa lo aveva indispettito, in realtà – a diventare pedina manipolata di un gioco di cui non conosce le regole.

Affascinato da una nuova vicina di casa - la bella Liliana, moglie di un uomo sempre assente da casa-Montalbano continua a spaccarsi la testa su alcune esplosioni apparentemente inspiegabili, avvenute sulla soglia di magazzini vuoti. Non sarà facile districarsi, per lui, fra le segnalazioni contraddittorie e le lettere anonime di accusa sulle motivazioni del fatto.

Anche perchè nel frattempo, senza saperlo, va incontro alla sensuale trappola di ragno che la donna gli sta tendendo per motivi del tutto oscuri – e, Montalbano dovrà purtroppo ammetterlo, che niente hanno a che fare col suo proverbiale fascino.

A. Camilleri
Il gioco degli specchi
Sellerio
14 euro

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