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Sulla Legge anti-Amazon: una legge contro i lettori o a favore del libro?

Pubblicato: 01 set 2011 da Andrea Coccia

legge anti-amazon, legge sul prezzo del libro, sconti sui libri

La notizia è sulla bocca di tutti da più di un mese: a partire dal 1° settembre - da oggi per l’appunto - entra in vigore la Legge Levi, meglio nota come “legge anti-Amazon”, che regolamenta la vendita dei libri imponendo un limite sulla percentuale e sulla tempistica degli sconti sulle novità, vale a dire sui libri pubblicati negli ultimi venti mesi.

In linea di massima i paletti sono 2. Per quanto riguarda la percentuale degli sconti, la legge impone un limite al 15%, mentre, per quanto riguarda le tempistiche, agli editori si concede la possibilità di organizzare campagne promozionali della durata massima di un mese, ad esclusione del mese di dicembre.

Se si esclude l’opinione dell’AIE, l’Associazione Italiana degli Editori, le reazioni all’approvazione della Legge Levi sono quasi unanimemente negative. I principale capo di accusa è il fatto che, diminuendo la possibilità di applicare sconti sul prezzo di copertina, si penalizza fortemente il potere di acquisto dei lettori - categoria che in Italia, quasi per definizione, è molto debole - penalizzando di conseguenza l’intera filiera editoriale.

Effettivamente, almeno a prima vista, la legge in questione sembra mettere in scacco la grande distribuzione e l’e-commerce, privando le realtà come Amazon, Ibs o le grandi catene di librerie della possibilità di sfruttare l’economia di scala sui grandi numeri applicando sconti che, per le piccole librerie indipendenti, sono assolutamente irraggiungibili. Di conseguenza i prezzi dei libri saranno più alti e il consumo scenderà.

Ma siamo sicuri che il giudizio istintivo, formulato “a caldo” ed emotivamente, colga nel segno? Io credo di no, o meglio, credo che si debba approfondire l’analisi prima di condannare la legge come penalizzante per il pubblico e per il mercato. Siamo proprio certi di trovarci davanti a una legge ingiusta che penalizza i lettori strozzando un mercato virtuoso e flessibile, un mercato in grado di abbassare i prezzi grazie alla libera concorrenza e di favorire di conseguenza la lettura?

Io, personalmente, come forse avrete già capito, non ne sono così sicuro. Il motivo principale che mi spinge a dubitarne è la convinzione che il mercato editoriale contemporaneo sia fondamentalmente viziato dalla presenza di concentrazioni editoriali troppo ingombranti, concentrazioni che arrivano a racchiudere l’intera filiera della produzione libraria, dalla stampa alla distribuzione, e che hanno imposto negli anni un regime di produzione e di distribuzione insostenibile. E’ questo, io credo, il vero problema.

Attualmente il regime di produzione editoriale immette sul mercato italiano circa 60mila novità all’anno (Fonte AIE, qui potete scaricare il pdf del Rapporto 2010 sullo stato dell’editoria in Italia), un numero impressionante che ha come effetti, da una parte la drastica diminuzione della visibilità e della permanenza dei libri nelle librerie, dall’altra il soffocamento delle piccole realtà indipendenti, sia dal punto di vista della produzione che della distribuzione.

E i risultati si vedono eccome: prima di tutto la qualità media dei libri prodotti crolla drasticamente, minando la vendibilità anche dei prodotti migliori e facendo in modo che l’unica possibilità di smaltire l’immensa mole di libri diventi l’applicazione di sconti selvaggi e diffusi. Di conseguenza la possibilità di sfruttare l’economia di scala da parte della grande distribuzione strozza le piccole librerie, che costrette a concentrarsi sull’urgenza di svuotare i propri magazzini perdono di vista il proprio valore aggiunto, vale a dire la qualità e la capacità di guidare le scelte dei lettori.

Questo è il contesto nel quale, io credo, bisogna inserire questa legge. E, ragionando in questo modo ci si accorge - almeno dal mio punto di vista - che il vero problema è il sistema, e che questa legge, che di certo come tutte le leggi non è perfetta, potrebbe funzionare come una dieta dimagrante per l’intera filiera del libro, riportando il mercato a un dimensione sostenibile, fatta di meno uscite di qualità più alta. Questa, almeno, è la mia speranza.

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34 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di robo_

    robo_

    01 set 2011 - 12:38 - #1
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    Grande Andrea! Concordo in tutto. Purtroppo in molti non si rendono conto che la questione “sconti” è solo uno specchietto per le allodole: si preferisce buttarla in caciara dicendo che è una legge ammazza Amazon o che colpisce le tasche dei lettori e via dicendo invece che fermarsi a riflettere. Non che sia una legge perfetta, ma nelle selva oscura dell’editoria italiana una sorta di regolamentazione serve. E da qualche parte bisogna iniziare.

  • mr.oizo

    01 set 2011 - 13:20 - #2
    5 punti
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    La legge è retrograda e proibizionista; basta avere un infarinatura di economia generale per sapere che per permettere la crescita di un settore di mercato non c’è niente di meglio che il cosiddetto neoliberismo e la deregulation (gurdate il mercato editoriale di uk e usa). E personalmente, Andrea Coccia, ritengo che le spiegazioni che dai per motivare il tuo consenso alla legge non stiano in piedi. Il problema che esponi, e cioè che i regimi di produzione e distribuzione sono insostenibili, è un problema che continuerà a susstistere anche dopo la legge in questione, anzi, mentre prima noi consumatori grazie agli sconti potevamo permetterci di acquistare tot libri, scelti in quel mare di pubblicazioni di cui tu parli, oggi saremo costretti, col nostro misero budget, ad acquistarne ancora meno e quindi a rimanere ancora più persi all’interno della giungla editoriale che descrivi.

    Tu dici che “questa legge potrebbe funzionare come una dieta dimagrante per l’intera filiera del libro”: potresti spiegarmi come, in che modo? Ti schieri a favore di questa legge, esponi il problema che (secondo te) affligge l’editoria, ci spieghi che secondo te la legge risolverà questo problema, ma non accenni né al perché né al come. L’unica dieta dimagrante che riesco a scorgere all’orizzonte è quella del mio portafogli.

  • Profilo di Dhamon78

    Dhamon78

    01 set 2011 - 14:00 - #3
    0 punti
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    Io sono abbastanza ignorante in materia però rispetto all’articolo chiedo: una libreria deve necessariamente avere tutti i libri oppure può avere in magazzino solo quello che realmente meritano? Se le librerie non hanno questa possibilità l’articolo è più che corretto ma altrimenti il problema secondo me non sussiste. Inoltre bloccare sia la pubblicità che, e soprattutto, la possibilità di scontare un articolo ammazza completamente ogni forma di concorrenza e fa diventare tutti parte di cartello legalizzato (vedi compagnie petrolifere). Un mercato come quello dell’editoria dovrebbe, secondo me, essere invece incentivato dando la possibilità di comprare un buon libro appena uscito a prezzi molto bassi piuttosto che livellare tutto verso l’alto… Non ci lamentiamo poi se in Italia non si comprano più libri ce la siamo cercata…

  • Gufo

    01 set 2011 - 14:08 - #4
    2 punti
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    Concordo pienamente con mr.oizo.
    Io sono contrario a questa legge. Prima di tutto trovo inconcepibile che si debba pagare 15 o più euro, per un libro. Non ha senso. Grazie ai prezzi stracciati, accompagnati a volte dagli sconti, prima si potevano comprare più libri. Ora tutto è cambiato.
    Con la scusa di “difendere l’editoria” si è attuata una legge che, come dice mr.oizo, è proibizionista.
    Non ci sono scuse per difenderla, mi dispiace.

  • Profilo di feymorrigan

    feymorrigan

    01 set 2011 - 14:25 - #5
    1 punto
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    Anche io concordo pienamente con mr.oizo!
    da quasi 2 anni compro tutti i miei libri su internet approfittando degli sconti in questione e suppongo che le mie motivazioni siano condivise da moltissimi lettori: AL GIORNO D’OGGI LA VITA COSTA TROPPO CARA!!! condivido perfettamente ciò che dice Gufo, è mai possibile far pagare ai consumatori eur 15 - e i 19.90? quelli mi fan morire dal ridere…- per comprare un libro??? ma sopratutto, perchè dovrei pagare 15 eur in libreria se su internet lo stesso identico libro mi costa 9 (anche meno su amazon…)???
    Credo che molti lettori da oggi cominceranno a tenere il portafoglio molto più chiuso di quanto è successo fin’ora, me compresa.
    Confido che questa legge venga preso cancellata, altrimenti si che l’editoria dovrà mettersi a piangere!

  • Ludo_ii

    01 set 2011 - 14:33 - #6
    1 punto
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    Credo che questa legge sia troppo dura in un paese dove - in linea di principio - vige il libero mercato. Perché tagliare le gambe a delle realtà commerciali che funzionano bene con velleità di salvarne altre? Il risultato più probabile, in ogni caso, sarà quello di condannare tutte le parti in causa a una prolungata agonia.

    Il discorso sulla qualità non lo posso condividere, da un punto di vista commerciale. Per quanto riguarda, poi, la mole di libri da smaltire e le scelte di pubblicazione, a molte case editrici costa meno pubblicare che svolgere delle indagini di mercato per scoprire quello che i potenziale acquirenti vogliono.

  • nelli

    01 set 2011 - 15:29 - #7
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    Sarò breve.Secondo me questa legge fa schifo e mi farà buttare soldi; se prima su un ordine ibs risparmiavo 40 euro grazie ai vari sconti del 30 o 40,ora non mi sarà più possibile.E una domanda: ma come ci si può permettere di giudicare se un libro vale meno di un altro? Dipende solo dai gusti,e se a causa di questa legge ci saranno meno immissioni di novità sul mercato di certo non mi verrà fatto un piacere.Inoltre delle piccole librerie non me ne può importare di meno,allora salviamo anche le piccole macellerie,i piccoli fruttivendoli,i piccoli panifici e vietiamo gli sconti nei super,così ci sarà meno merce e prezzi più alti.Ridicolo. Ma chi afferma questo davvero pensa di capirci qualcosa di economia?La libertà è fatta principalmente di piccole cose,come poter acquistare dove più conviene e cosa più ci piace.Ora non conviene da nessuna parte e forse non troverò i libri che mi piacciono.Ma sì,torniamo a leggere solo i classici e paghiamoli pure un occhio,la qualità prima di tutto! Che cosa ridicola e presuntuosa,non solo perchè se pure volessi scegliere tra centinaia di uscite di robaccia trash sarebbero solo fatti miei e mio diritto,ma anche perchè spesso ci si dimentica che per chi ha scarse disponibilità economiche anche 10 euro in meno su un tot di libri fanno la differenza se acquistarne uno in più o uno in meno.Ecco,non sono stata breve.Tanti cari auguri a chi ha fatto questa legge ed ai suoi sostenitori.

  • Profilo di elegarbo

    elegarbo

    01 set 2011 - 15:40 - #8
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    Concordo con Andrea. Finalmente una legge che va a tutela delle piccole librerie indipendenti costrette in questi anni a chiudere una dopo l’altra o a vedere ridursi drasticamente i propri incassi, schiacciate dallo strapotere delle grandi catene e dei supermercati con le loro politiche di sconti folli. Alla lunga i lettori beneficeranno di questa legge perchè permetterà anche alle piccole librerie di sopravvivere e questo vorrà dire più varietà di titoli (è vero che le grandi catene hanno tanti libri ma “spingono” solo i titoli “forti”) e vorrà dire mantenere delle realtà dove chi vende il libro è veramente un libraio, ossia un lettore in primis ed un “esperto”, non un anonimo commesso o un direttore di supermercato che ti vende i primi 10 libri in classifica (che nella maggior parte dei casi non ha mai letto!!)

  • Profilo di mauroppp

    mauroppp

    01 set 2011 - 16:28 - #9
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    Personalmente ho visto le piccole librerie iniziare a morire ben prima che ci fosse Internet o gli sconti della grande distribuzione.
    La legge appare principalmente come frutto di una azione di lobbying da parte di chi non è capace di stare al passo con i tempi e cerca di monetizzare sulle spalle dei consumatori.
    Sono convinto che tra un anno ci ritroveremo a leggere delle statistiche che parlano di un crollo delle vendite e di una contrazione dei ricavi del mercato editoriale

  • simonaa

    01 set 2011 - 16:37 - #10
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    Francamente non so fino a che punto questa legge tuteli le piccole librerie.
    Per quanto mi riguarda penalizza gli scrittori esordienti e forse anche i piccoli editori.
    Questo perchè acquisto spesso libri di scrittori esordienti (quasi sempre pubblicati non dai soliti editori) proprio perchè avevo la possibilità di pagarli molto meno dei soliti 15-16 euro.
    Ora difficilmente lo farò…prenderò solo libri di scrittori “sicuri”

  • PrincipeKurama

    01 set 2011 - 16:43 - #11
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    Il risultato è che a me i libri ora costano di più e che potrò permettermene meno all’anno. Alla faccia del libero mercato.

    Nel frattempo l’iva sui libri non solo non scende, ma potrebbe salite di un ulteriore 2%.

    Grazie, ma visto che posso permettermi di farlo, vada al diavolo tutta l’editoria italiana.
    Dal 1 settembre comprerò solo più libri in lingua originale.

  • Profilo di robo_

    robo_

    01 set 2011 - 16:46 - #12
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    @simonaa: non so a quali piccoli editori e autori esordienti tu ti riferisca, ma a me sembra che i libri che costano di più sono quelli dei “grandi editori” e degli autori affermati. Ormai i grandi viaggiano sui 16-18 euro fisso: ovvio che possono permettersi di fare i gradassi proponendo sconti enormi e guadagnarci su. Il piccolo editore (e l’esordiente) per assecondare il mercato deve applicare gli stessi sconti, con la differenza che, spesso, i prezzi di copertina dei piccoli sono molto più bassi. Così, alla fine, stiamo sempre là: chi ha la voce grossa si fa bello con megasconti e si inalbera quando gli viene toccato il portafoglio.
    Che poi, sinceramente, questa mania dello sconto vale solo per i libri: pare che un libro è buono solo se è scontato, cosa che non vale per gli altri prodotti che costano molto di più (i cellulari, per esempio) ma che vengono acquistati senza alcun problema.

  • Profilo di robo_

    robo_

    01 set 2011 - 16:48 - #13
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    @PrincipeKurama: l’IVA sui libri è al 4% e, spesso, è assolta in maniera forfettaria dagli editori (il che vuol dire che se ne paga solo una parte su un presunto numero di copie vendute, non sul numero reale delle copie vendute)

  • Elayne

    01 set 2011 - 17:08 - #14
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    @Elegarbo

    “Alla lunga i lettori beneficeranno di questa legge perchè permetterà anche alle piccole librerie di sopravvivere e questo vorrà dire più varietà di titoli”

    Questa è la cosa più stupida che ho sentito, e purtroppo l’ho sentita molte volte in questi giorni (è una delle patetiche motivazioni dell’Aie).

    La grande varietà di titoli già esiste proprio grazie ai vari Bol, IBS, Amazon che hanno cataloghi super-forniti…il lettore con questa legge ci rimette e basta, perchè se prima potevo trovare TUTTI i libri che volevo (+o- conosciuti) scontati, e quindi comprarne di più, ora il numero di acquisti che potrò fare sarà molto limitato, e se prima osavo esplorare comprando titoli non conosciutissimi grazie agli sconti ora sarò molto più attenta nella selezione.

    L’unico che ci guadagna è il libraio. Punto. Alla faccia del libero mercato.

  • Stefychan

    01 set 2011 - 17:30 - #15
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    Trovo questa legge molto penalizzante sul mio portafoglio e di sicuro inciderà negativamente sul numero di libri ITALIANI che acquisterò da ora in avanti. La cosa riguarda ovviamente solo i titoli italiani, perchè per quelli in Inglese fortunatamente c’è The Bookdepository. Personalmente ho una libreria che conta oltre 1000 titoli tra libri, fumetti, novel graphic ed ebook. In nessun modo riesco a figurarmi i vantaggi che questa legge porterà. Ho letto le varie dichiarazioni rilasciate dal Sig. Levi a proposito di questa legge e mi chiedo su quale pianeta vive.
    Fonte: http://www.kindleitalia.com/la-legge-levi-e-liva-sugli-ebook-intervista-al-deputato-levi-2379/
    Levi dichiara:
    I librai, infatti (dalle piccole alle grandi e grandissime librerie, dai reparti libri dei super e degli ipermercati sino alle librerie on-line nazionali e multinazionali) avranno tutta la libertà di premiare i loro clienti più affezionati o di cercare di attirarne di nuovi vendendo i libri con sconti fino al 15 per cento sui prezzi di copertina, con sconti, cioè, persino superiori a quel 10 per cento che costituisce oggi la riduzione abituale sul prezzo offerta dalle librerie ai loro clienti migliori.

    Io sono abituata a sconti del 30% non certo di quel misero 10 o “addirittura” 15 di cui parla lui.
    Levi:
    Gli editori, dal canto loro, potranno continuare a sostenere le vendite delle loro pubblicazioni offrendoli in campagne promozionali con sconti fino al 25 per cento (una cifra, dunque, che, se non raggiunge le punte estreme raggiunte su alcuni siti on-line, non si discosta dal valore delle promozioni oggi abitualmente a disposizione dei lettori), a condizione che le medesime promozioni siano proposte alle medesime condizioni a tutti i canali di vendita, cioè senza privilegiare, come oggi può avvenire, le librerie di loro proprietà oppure la sola grande distribuzione.

    Evidentemente Levi non ha mai fatto acquisti, nè su Amazon, nè su ibs, nè su altri siti…dove le “punte estreme” sono ben oltre il 25%, partendo appunto dal 30%, al 50% e a volte del 70% in alcuni periodi.
    Levi:
    Fissando un tetto agli sconti, la legge pone fine alla permanente guerra sui prezzi il cui risultato era il continuo crescere degli stessi prezzi, dato che, com’è evidente, al calare dei loro ricavi netti per effetto degli sconti sempre più alti, gli editori reagivano con un aumento dei prezzi di partenza, cioè di copertina. Agli stessi editori, peraltro, non verrà affatto preclusa, se lo riterranno opportuno, di farsi una vera concorrenza sui prezzi, operando non attraverso lo strumento indiretto e per tanti versi ambiguo degli sconti, ma agendo direttamente e trasparente sui prezzi di copertina, cioè riducendoli.

    E qui non sapevo se rotolarmi per terra dal ridere o dal piangere…. “vera concorrenza sui prezzi” … in Italia???? Ma quando mai….
    Oggi per curiosità ho dato una scorsa alla home page di uno dei miei editori preferiti e sulle novità in hardcover i prezzi sono passati da 19-19.50 a 19.90.
    Quindi i prezzi sono aumentati, gli sconti sono diminuiti… La cosa mi rattrista davvero tanto.
    Ritengo inoltre che questa legge darà il colpo di grazia al neonato e claudicante mercato degli ebook. Fino ad ora sono profondamente insoddisfatta della qualità di tutti gli ebook acquistati che presentano sempre problemi di caricamento (il DRM di Adobe è indecente), di formattazione pagine sull’e-reader e che quindi sono decisamente troppo cari rispetto al cartaceo. Inoltre gli ebook con DRM hanno una serie di limitazioni che deve essere bilanciata da un prezzo conveniente, altrimenti gli aspetti negativi prevalgono: sono obbligata a registrare il dispositivo per cui lo compro, il numero di dispositivi registrabili di solito è limitato a 6 e se comincio a pensare a 1) pc, 2) e-reader, 3) cell, 4) palmare, 5) net-book in caso di sostituzione di più di uno di questi dispositivi sono fregata…. Poi un e-book non può essere nè dato in prestito nè autografato, quindi perchè dovrei acquistarlo allo stesso prezzo del cartaceo o al max. al 10% in meno?
    L’unica consolazione è l’attesa del pacco di amazon con gli ultimi acquisti al 40% effettuata venerdì scorso.

  • Gufo

    01 set 2011 - 17:42 - #16
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    Sottoscrivo quello che ha detto Elayne.

    @robo: >Che poi, sinceramente, questa mania dello sconto vale solo per i libri: pare che un libro è buono solo se è scontato, cosa che non vale per gli altri prodotti che costano molto di più (i cellulari, per esempio) ma che vengono acquistati senza alcun problema.

    Robo, libri e cellulari sono due cose totalmente diverse. Non appartengono allo stesso campo e hanno usi nettamente diversi. I primi racchiudono storie che variano da libro a libro, e quindi ogni volta che se ne compra uno lo si fa per vivere una storia diversa. Stessa cosa per i film e la musica.
    Ma i cellulari? Che te ne fai di tre o quattro telefonini? Certo, il loro design può variare, e con lui anche i vari optional, ma il loro scopo finale è sempre quello: fare o ricevere una chiamata. Punto. Sono elettrodomestici, hanno un unico obbiettivo. L’aspirapolvere pulisce la casa, la lavatrice lava i panni, il frigo tiene al fresco il cibo. Uno che cosa se ne fa di cinque prodotti che fanno la medesima cosa? E’ uno spreco.
    Tutto questo è un ragionamento che non si può applicare ai libri. Ognuno di loro è differente e permette di viaggiare, o di conoscere, mondi differenti ed è per questo che i libri devono essere disponibili a tutti.

    >Che poi, sinceramente, questa mania dello sconto vale solo per i libri: pare che un libro è buono solo se è scontato

    E’ una generalizzazione e comunque non è un buon motivo per difendere questa legge. Se vedo che un libro mi piace ed è pure scontato, o ha un prezzo accessibile, allora mi fiondo subito a prenderlo. Se invece vedo un libro che mi piace ma ha un prezzo proibitivo, allora con rammarico sono costretto a rinunciare all’acquisto. E’ un ragionamento semplice.

  • Profilo di elegarbo

    elegarbo

    01 set 2011 - 18:05 - #17
    -1 punto
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    @Elayne Mi spiace che trovi stupida la mia affermazione ma parlo con cognizione di causa visto che mio padre è un piccolo libraio indipendente. “L’unico che ci guadagna è il libraio. Punto. Alla faccia del libero mercato.” Ti garantisco che un piccolo libraio guadagna ben poco e se non fa gli sconti del 30% come le grandi catene è perchè è già difficile che quello sia lo sconto sul prezzo di copertina che riesce a spuntare. Le grandi catene, i supermercati, i siti internet possono permettersi di vendere anche sottocosto perchè guadano su altro.
    Tornando ad una politica di sconti umani si torna a ragionare sul prezzo di copertina e quindi se i libri continueranno ad essere cari sarà colpa degli editori che si vedranno costretti, se come dite diminuiranno i consumi, a diminuire i prezzi.
    Ripeto alla fine saranno i lettori a beneficiarne.

  • nelli

    01 set 2011 - 18:50 - #18
    1 punto
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    @elegarbo Non vedo perchè per salvare le piccole librerie,cioè le uniche beneficiarie di questa legge insulsa, debbano rimetterci i lettori come me.Con tutto il rispetto per il lavoro di tuo padre,dire che questa legge mi agevolerà è da pazzi,casomai servirà a lui.Non c’è libero mercato.Punto.
    @robo Scommetto che hai una libreria.
    @elayne La penso come te,e sto malissimo dalla rabbia verso questa società ipocrita che ci farà diventare tutti ignoranti.Meno male che trovo commenti che mi rispecchiano,non mi sento sola.

  • Elayne

    01 set 2011 - 19:47 - #19
    0 punti
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    @elegarbo

    Appunto, parli così perchè tuo padre è un libraio indipendente, non fai che confermare l’idea per cui è favorevole a questa legge solo chi ne trae un guadagno tutelando i propri interessi.

    La legge Levi avrebbe una parvenza di senso solo se fosse seguita da un drastico abbassamento del prezzo di copertina, ma questo non accadrà di certo a breve termine (le nuove uscite di settembre hanno i soliti prezzi), ma solo se ci sarà un drastico calo delle vendite (molti lettori in questo periodo stanno parlando proprio per questo di sciopero degli acquisti).

    Io, da parte mia, continuerò sicuramente a preferire negozi online, appunto perchè la fornitura che mi garantiscono non sarà MAI possibile per un piccolo libraio…forse le grandi catene tipo Feltrinelli, Mondadori e Fnac sì, ma non un piccolo libraio.

    Quindi, in fin dei conti, chi ci guadagna non sono nemmeno i piccoli librai ma le grandi catene, a discapito dei negozi online…e il tutto è ancora più desolante.

  • Profilo di robo_

    robo_

    01 set 2011 - 19:56 - #20
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    @nelli: no, mi dispiace. Non ho una libreria :)

  • nelli

    01 set 2011 - 20:44 - #21
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    @robo Ok,rinuncio al mio tentativo di capirti.ps: io acquisto più di 60,70 titoli all’anno,mentre ho un solo cellulare.

  • Profilo di elegarbo

    elegarbo

    01 set 2011 - 20:52 - #22
    -1 punto
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    Peccato pensavo che proprio gli amanti della lettura avrebbero capito lo spirito della legge, invece non è così.
    Capisco il vostro punto di vista, in fondo di questi tempi nessuno vuole spendere di più, io per prima e forse è vero sono un pò di parte, però trovo giusto tutelare anche i piccoli commercianti e non intendo solo le librerie ma tutta la categoria dei piccoli esercenti. Ormai nei centri città ci sono solo più catene,vai a Roma, Milano, Torino e trovi gli stessi negozi. Stesso discorso x le altre città europee. Si è perso il gusto del piccolo negozio dove vai perchè conosci e ti fidi del proprietario (e nel caso di un libraio è ancora più bello potersi far consigliare!), dove magari incontri sempre le stesse persone e puoi fare due parole. Ormai solo consumo veloce al supermercato o su internet dove si comunica solo protetti da uno schermo. Ora non voglio passare per una no global, sono sempre stata superfavorevole a globalizzazione, libero mercato e nuove tecnologie ma non voglio vedere scomparire il resto, voglio poter comprare un libro su internet ma voglio poter anche andare dal libraio di fiducia, sfogliare i libri e chiedere consiglio. Voglio far la spesa alle 9 di sera se esco da lavoro tardi ma anche andare a comprare il pane sotto casa sfornato fresco al mattino… utopia?!?!?

  • Gufo

    01 set 2011 - 22:12 - #23
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    @elegarbo:

    Perdonami elegarbo, ma il tuo è un ragionamento che non può stare al passo con i tempi odierni. Ci sono mille modi per difendere le piccole librerie indipendenti e la legge di Levi è una delle più stupide e dannose per tutti. Con la sua legge infatti se uno prima comprava pochi libri ora non lo farà più, almeno non con lo stesso ritmo di prima. E’ una legge che non solo va contro lo spirito dell’economia di questi tempi ma che, sono sicuro, danneggerà ancora di più i piccoli librai e i lettori.
    Con la scusa di difendere le “tradizioni” o “le piccole cose che rendono allegra la giornata” si sono compiuti i più grandi disastri. Il vero problema è il COME si cerca di difendere tutto questo. Le piccole librerie fanno sempre parte della Società e questa è in continuo movimento e l’unico modo è adattarsi. Si possono sempre tenere le piccole librerie di fiducia ma bisogna rendersi conto che è necessario stare al passo con i tempi e saper prevedere le mosse.
    Sinceramente non capisco la tua frase “Alla lunga i lettori beneficeranno di questa legge perchè permetterà anche alle piccole librerie di sopravvivere e questo vorrà dire più varietà di titoli”. Rimango della mia idea che questa sia una legge dannosa per tutti.

  • Giraldo

    01 set 2011 - 22:31 - #24
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    Ma proprio il fatto che certi soggetti hanno la possibilità di coprire tutta la filiera, fino alla distribuzione, non rende di fatto tali soggetti molto più forti dato che possono decidere un prezzo più basso in origine e poi applicare comunque il 15%?

    Un altro editore più piccolo invece per poter essere competitivo non dovrà abbassare di molto i prezzi dei suoi libri, in modo che il margine per il distributore sia adeguato?

  • Adlai

    02 set 2011 - 21:03 - #25
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    Io la legge non la vedo male; il fatto che limiti le politiche di sconto non significa automaticamente che limiti il potere di acquisto dei lettori. Torna nelle mani degli editori la possibilità di esprimere politiche di prezzo (prezzo di copertina) aggressive, nel momento in cui credono in un prodotto. Il grosso problema è che l’affermarsi dei megastore, negli ultimi anni ha paradossalmente ridotto l’assortimento dei titoli a favore del posizionamento ripetuto e massiccio con un gran numero di copie delle novità. Proprio per questo è importante tutelare le librerie indipendenti, che sono quelle che sulla scelta del libraio possono consentire anche ai piccoli e medi editori di mantenere uno spazio in libreria, mentre le scelte delle catene sono sempre più centralizzate e sottratte al direttore della libreria.

  • Profilo di medeia

    medeia

    03 set 2011 - 13:20 - #26
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    Non so se sia giusta o sbagliata come legge, ma a conti fatti perché andare a colpire un mercato che è già in crisi!

  • nicola.88

    03 set 2011 - 17:08 - #27
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    http://www.facebook.com/groups/260975253924388/

    Sono un lettore del vostro blog e iscritto alla comunity di Anobii: a fronte delle vaste critiche e lametele nei confronti della cosiddetta Legge Levi, ho creato un gruppo su Facebook (con molta fantasia chiamato L’angolo dei lettori) dedicato a tutti coloro che amano la lettura: l’obiettivo è di sfruttarlo per offrire un luogo pur virtuale d’incontro per tutti i lettori che bazzicano sul social network e poi sfruttarlo per portare avanti in maniera coordinata ed organizzata (e speriamo anche efficace) la protesta contro la legge Levi, cercando di raccogliere adesioni tra i membri per lo sciopero degli acquisti che è nato spontaneamente su Anobi, raccogliendo immediatamente ampie adesioni e consensii.

    Detto questo, entro nel merito dell’articolo: chi si pone a favore della Legge Levi in generale tende a ritenere - a torto - che chi la critica si schieri implicitamente contro qualsiasi legge sull’editoria e voglia un mercato libero e selvaggio: non è il mio caso, e credo molti si siano accorti che i prezzi dei libri siano aumentati di pari passo agli sconti negli ultimi anni, quindi una legge che regolamenti il mercato fissando dei paletti è ben accetta; qui si discute in merito al contenuto e al merito della legge, che interviene sugli sconti ma non sui prezzi (perché mi chiedo io da profano del settore e danneggiato acquirente?).
    Nessuno nega che il mercato dell’editoria soffra di evidenti problemi (sovraffollamento di opere, tanto per citare l’autore dell’articolo), ma in che modo questa legge contribuerebbe a risolverlo? Io proprio non lo capisco: molti sostengono che questo contribuirà a far diminuire i prezzi dei libri a medio-lungo termine, ma ecco che si torna al punto di prima, ossia alla domanda: perché non si è intervenuti inserendo dei paletti ai prezzi?.
    Per non parlare del fatto che - grazie a questo provvedimento - un lettore-acquirente che prima si concedeva il lusso di acquistare, proprio grazie agli sconti, qualche romanzo o opera di autori o editori minori, adesso probabilmente non rischierà più.

  • Alessandro Cappellotto

    04 set 2011 - 00:14 - #28
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    Una legge che di fatto fissa i prezzi minimi dei beni è una legge anti-economica, autoritaria e illiberale.

  • Laura Eleonora

    04 set 2011 - 14:38 - #29
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    In Italia il libro ha il prezzo stampato in copertina proprio perché è una merce particolare, che come i farmaci deve avere lo stesso prezzo per tutti e ovunque. Intento per me più che nobile, aggirato con il trucco degli sconti. Questa legge vuole solo riportare il libro alla sua natura di merce particolare, non solo commerciale ma anche culturale.
    Non sono benestante, ma trovo ridicolo e irritante chi si lamenta del prezzo del libro. Una maglietta ti costa 10 euro, con venti che fai, neanche una serata pizza e cinema. Spendiamo 200 euro per una borsa firmata ma poi ci scandalizziamo se un libro ne costa 18.
    Se poi pensiamo a quante persone devono campare con quei 18 euro, mi sembra che i prezzi siano più che ragionevoli. Se qualcuno ha reali difficoltà può rivolgersi a una biblioteca: pensate, nessuna istituzione mi presta una maglia di D&G, ma un libro sì.

    Detto questo, in Svizzera si sta discutendo una legge per limitare gli sconti sui titoli pubblicati entro 18 mesi al 5%, senza deroghe. La grande distribuzione non potrà più acquistare libri con lo sconto librario, e questo limiterà molto la concorrenza dei grandi magazzini. Non so se questa legge supererà lo scoglio del referendum che probabilmente ci sarà, ma da libraia - si era capito? - spero di sì. Scaricare sulle spalle dei librai il compito di sensibilizzare alla lettura non mi sembra onesto.

  • mr.oizo

    04 set 2011 - 20:01 - #30
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    La cosa che veramente mi lascia perplesso, è leggere di questi librai che non si sono indignati affatto quando, alla nascita delle grandi catene come feltrinelli e messaggerie di mondadori, l’antitrust ha lasciato correre ignorndo bellamente la cosa. Sono queste organizzazioni, che di fatto sono al contempo editori e distributori, ad avervi realmente segato le gambe. E chi è che in primis e maggiormente ne guadagnerà da questa legge? Le grandi distribuzioni già citate.

    Voi credete davvero che una politica liberale sia uno svantaggio? Vi faccio il mio esempio di consumatore: se ieri acquistavo 5 libri al mese, 3 molto scontati presso siti online, e 2 “esplorando” gli scaffali di qualche libreria, oggi sarò costretto ad acquistarne solo 2 o 3 al mese. E indovinate quanti di questi 2 o 3 verrano comprati presso le librerie? ZERO.

    complimenti per la vittoria conseguita!

  • Enrico V.

    04 set 2011 - 20:38 - #31
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    Vogliono il mercato libero e poi limitano la libera concorrenza. A me non interessa se la filiera del libro è viziata o se questa legge è uno specchietto per le allodole che maschera ben altro.
    Io sono un consumatore di un paese occidentale e voglio poter scegliere il prodotto al prezzo migliore senza limiti di legge. Ad agosto mi sono comrpato un libro per l’universita’, prezzo di copertina 149 euro, prezzo scontato su amazon 101 euro… adesso sconti simili sono proibiti PER LEGGE. Vogliono fare il capitalismo ma a cavoli loro, ma che vadano a quel paese questi quattro mafiosi e chi li rivota continuamente.

  • M.T.

    06 set 2011 - 14:25 - #32
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    Interessante il punto di vista sulla selezione qualitativa delle pubblicazioni e mi auguro che avvenga, portando alla realizzazione di opere meritevoli, anche se c’è da prendere in considerazione la questione domanda/offerta: l’editoria pubblica ciò che vogliono i lettori e si è visto come le pubblicazioni effettuate finora siano specchio della società attuale, del suo livello culturale che purtroppo non eccelle, ma deficita. Ora c’è da prendere in considerazione l’effetto opposto di quanto scritto, ovvero che questa “purga” faccia rimanere prodotti commerciabili, ma non di buona qualità, facendo perdere appunto le opere valide e di spessore.
    C’è da sperare che questa ipotesi non si verifichi, che si realizzi invece l’augurio più ottimistico. Tuttavia, se avverrà, sarà un effetto non voluto da questa legge, nata per aiutare e spalleggiare i grandi gruppi editoriali italiani, di cui una buona fetta appartengono a chi è al governo. Un aiuto voluto specialmente dopo una famosa sentenza.

    Sul costo elevato dei libri mi trovo d’accordo. Nonostante abbia letto i meccanismi che stanno dietro la creazione del prezzo, continuo a non capacitarmi come un libro di 200/300 pagine possa costare come un libro di 900. E non parlo di case editrici differenti che pubblicano tipologie di libri diverse, ma di libri appartenenti alla stessa collana e con autori diciamo della stessa caratura.

  • liberilibri

    11 nov 2011 - 01:42 - #33
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    Questa legge dovrebbe preservare le piccole librerie? Ma smettiamola di sostenere simili sciocchezze, molte piccole librerie sono morte dieci anni fa… e nessuno ha fatto niente.

    Piuttosto fa riflettere la velocità con cui è stata proposta e approvata questa legge, di più che abbiano trovato il tempo per questa legge, quando questo paese è affetto da problemi ben più gravi che necessiterebbero tempestivi provvedimenti, problemi che troppo spesso non vengono nemmeno presi in considerazione.

    Davvero qualcuno crede alla favola del salvataggio delle piccole librerie, che così d’un tratto - in un momento storico così delicato - la coscienza di un manipolo di ministri sia stata toccata dalla minaccia d’estinzione delle piccole librerie?

  • Claudio Magri

    11 nov 2011 - 01:44 - #34
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    Qualcuno ha avvertito i ministri che le piccole librerie sono già praticamente estinte?

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