Roberto Vecchioni candidato al Premio Nobel (forse). I suoi libri

La sua ipotesi è che possa essere stato solo “uno scherzo”. Il che gli fa meritare tutta la nostra ammirazione per l'umiltà, naturalmente: parliamo del cantautore Roberto Vecchioni, che ha risposto così a chi ipotizzava una sua candidatura al premio Nobel per la letteratura, non solo per la bellezza delle sue canzoni ma anche per quella delle sue opere letterarie

Nella mente di chi ama Roberto Vecchioni sia come scrittore che come cantautore, la notizia della sua candidatura al Nobel, lanciata dal Corriere della Sera, non aveva destato stupore. Potrebbe però trattarsi di niente di più di una illazione, come ha spiegato il presidente del Pen Club – una delle istituzioni che ogni anno segnalano all'Accademia di Svezia una lista di “papabili” - visto il nome dei candidati a Nobel è difeso da una norma che impone di non rivelarlo prima che siano passati 50 anni dalla “nomination”.

In pratica, ha spiegato infatti a Rivista Studio il presidente Sebastiano Grasso, che ha avanzato forti dubbi sulla plausibilità dell'ipotesi, “l’Accademia di Svezia ha la regola di tenere segreti per 50 anni i nomi dei candidati e non interviene mai per smentire perché violerebbe il segreto». Quindi la supposta candidatura di Vecchioni rimane tale e, se non si trasformerà in Nobel, sarà verificabile solo nel 2073 (!). Non proprio tempi “notiziabili”, insomma.

Comunque, al di là delle polemiche, è interessante per noi appassionati di libri andare a dare una spulciatina alla sua produzione letteraria, non sia mai il suo nome possa davvero essere quello da Nobel, per questo 2013. Il primo consiglio è quello di collezionare il cofanetto Einaudi a cura di Vincenzo Mollica, Parole e Canzoni, ma riferendosi alla produzione strettamente letteraria, Vecchioni ha dato alle stampe nel 2009 Scacco a Dio (Einaudi) i cui protagonisti sono nomi conosciuti della nostra storia – da Catullo a Kennedy - e raccontati secondo una visuale profonda e nuova dal saggio angelo, consigliere fidato di Dio e profondo conoscitore del cuore dell'uomo, Teliqalipukt.

Nella raccolta di racconti del 1996, Viaggi del tempo immobile (Einaudi) i protagonisti, ancora una volta nomi famosi della storia, si trovavano alle prese con circostanze inaspettate, leva per approfondire il personaggio e fare di loro un ritratto del tutto diverso da quello che ci viene tramandato dal tempo (da Alessandro Magno che si ritrova a vivere la sua vita al contrario a Sancho Panza che uccide don Chisciotte).

Ricordiamo, sempre per Einaudi, Il libraio di Selinunte (2004), storia del fascino dei libri e di cosa accadrebbe se non esistessero più nella nostra vita, come succede ai protagonisti del romanzo, ma anche la storia della sensibile e stramba adolescente Vera in Le parole non le portano le cicogne (Einaudi, 2005), e le favole di Diario di un gatto con gli stivali (Einaudi, 2006).

Così come ricordiamo anche le sua raccolte di Poesie, nel 2009 Volevo ed erano voli (Pescecapone ed.) e prima Di sogni e d'amore (1960-64) edite da Frassinelli (2007), che lui stesso ha chiesto di leggere non ricercandone “la musicalità, questo o quel tema, la poesia stessa; ma proprio il lungo viaggio, quella coscienza di diventare uomo acquistata gradualmente, soffrendo (come tutti d'altronde), quella consapevolezza di un distacco continuo da alcuni momenti per altre stagioni”.

Nobel o non Nobel, intanto buona lettura.

Via | Rivista Studio

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