Le più belle pagine d'amore. Oscar e Alfred (De Profundis)

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wilde Non è una lunga lamentazione sulle sofferenze del carcere, il De profundis di Oscar Wilde. A chi non conoscesse questa splendida opera scritta in prigionia a Reading – dove Wilde finì ultraquarantenne con l’accusa di omosessualità per aver amato Alfred Douglas – consiglio di recuperare la lacuna.

Si tratta infatti di un testo, una lunga lettera in pratica, in cui l’autore svela la sua profondità, la sua umanità, la sua vocazione all’arte, la sua fede nella verità – che ai tempi, lo sappiamo, costava carissimo – di un amore che lo aveva portato, fra l’altro, alla rovina economica ( per soddisfare i capricci del ragazzo, a cui fra l’altro si riunì una volta uscito dal carcere).

Wilde e Alfred tornarono insieme, ma in carcere lui lo accusa di suoerficialità e di poca compassione nei confronti della sua vicenda (fra l’altro si misero in mezzo anche i genitori di Alfred), componendo uno dei più bei inni all’amore, al significato della sofferenza, all’umiltà, che ci abbia regalato la storia della letteratura.


“Solo i peccati dell’anima sono vergognosi. Credi davvero di essere stato degno dell’amore che ti portavo in un qualsiasi periodo della nostra amicizia, credi che per un solo momento io abbia pensato che tu lo fossi? Sapevo che non lo eri. Ma l’amore non si contratta al mercato né lo si misura con la bilancia del truffatore. La gioia che da esso ci proviene, come la gioia dell’intelletto, sta nel sentirsi vivi. Lo scopo dell’amore è l’amore: né più né meno. Tu mi fosti nemico: un nemico come mai ebbe un uomo. Ti avevo donato tutta la mia vita: tu la gettasti via.
In meno di tre anni mi avevi completamente rovinato sotto ogni punto di vista. Per il mio bene non potevo fare altro che amarti. Sapevo che, se mi fossi abbandonato all’odio per te, nell’arido deserto dell’esistenza che mi attendeva, e che ancora calpesto, ogni roccia avrebbe perso la sua ombra, ogni palma si sarebbe avvizzita, ogni pozzo d’acqua avrebbe rivelato il tossico alla sorgente. Cominci a capire ancora un poco adesso? Si desta la tua immaginazione dal lungo letargo in cui è giaciuta? Cominci ad avvertire che cosa sia l’amore la sua natura? Non è troppo tardi affinché tu impari queste cose. Là dove è il dolore è terra benedetta. Un giorno capirai ciò che significa. Non saprai nulla della vita finché non avrai capito questo. La conclusione di tutto questo è che sono costretto a perdonarti. Lo devo fare. Non scrivo questa lettera per instillare amarezza nel tuo cuore ma per strapparla dal mio. Per il mio stesso bene devo perdonarti. Non si può continuare a nutrire una serpe in seno, non ci si può levare ogni notte per seminare spine nel giardino della propria anima. Non mi sarà difficile perdonarti se tu mi aiuterai un poco. Ora il mio perdono dovrebbe avere un significato profondo per te. Un giorno te ne renderai conto.Per quanto sia stato terribile quello che mi hai fatto, è stato ancora più terribile quello che io ho fatto a me stesso. Cessai di essere padrone di me. Non fui più io a governare la mia anima e non lo sapevo. A te permisi di dominarmi.”

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