Le misteriosa storia delle sculture di Edimburgo

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Le sculture misteriose di Edimburgo Sarà per il clima, sarà per i castelli abbandonati nelle brughiere e avvolti nella nebbia, sarà per qualcosa di magico che c’è nell’aria, fatto sta che nelle fredde terre scozzesi le storie di fantasmi o di strane apparizioni di esseri misteriosi sono all’ordine del giorno da sempre. Non è un caso, dunque, il fatto che la misteriosa storia che vi sto per raccontare abbia come sfondo proprio le strade di Edimburgo.

Tutto cominciò all’incirca sei mesi fa - era l’inizio di marzo - quando su un tavolo della Scottish Poetry Library, una delle più interessanti librerie della città, fu rinvenuta una misteriosa e sbalorditiva scultura raffigurante un albero, interamente composta di carta di libro. Ai piedi del piccolo bonsai libresco una dedica anonima a sostegno della libreria e una foglio strappato al cui composizione rivelò il titolo di un libro: A Trace of Wings, del poeta scozzese Edwin Morgan, scomparso l’anno scorso all’età di 90 anni.

Nessuno dei librai si era accorto di nulla, nessuno aveva la minima idea di chi fosse l’autore di quel gesto e di quella meravigliosa creazione. Probabilmente ognuno di loro decise di non perderci la testa sopra, spiegandosi l’accaduto come un simpatico omaggio al loro lavoro e nulla di più. Almeno fino a quando, un paio di mesi più tardi, un’altra misteriosa e anonima scultura libresca fu ritrovata nella sede della National Library of Scotland.

Questa volta si trattava di un piccolo grammofono, costruito con le pagine del libro di Ian Rankin, Exit Music. Un altro piccolo gioiello, completamente anonimo, che portava come unico segno distintivo una piccola dedica scritta a mano, questa volta indirizzata alla Biblioteca, a sostegno del lavoro bibliotecario, delle idee, dei libri. La matrice era chiaramente la stessa, come la stessa era la scrittura e gli stessi erano gli intenti: il mistero si infittiva.

Le sculture misteriose di Edimburgo 2

Inutile dire che, quando dopo qualche giorno, alla Filmhouse della città fu ritrovato il terzo manufatto della serie, nessuno ancora aveva capito chi potesse esserci dietro questa serie di spettacolari regali alla città. Anche questa volta la scultura era stata intagliata a partire da un libro di Ian Rankin, ma questa volta rappresentava una piccola sala cinematografica, realizzata con una cura e una finezza incredibili.

Le sculture misteriose di Edimburgo 3

Ma la serie era destinata a continuare, e così, l’11 luglio scorso, nei locali della Scottish Storytelling Centre fu ritrovato il quarto oggetto della serie, un dragone, ancora una volta ricavato da un libro di Rankin. La dedica, ancora una volta scritta con la medesima calligrafia ordinata di sempre, recitava:

Once upon a time there was a book and in the book was a nest and in the nest was an egg and in the egg was a dragon and in the dragon was a story.

Le sculture misteriose di Edimburgo 4

Dopo questa quarta apparizione nessuno aveva ancora trovato il responsabile, l’autore o gli autori di questo straordinario omaggio alla città. Le opere furono messe in posti sicuri, visibili al pubblico ma lontano dai pericoli di manomissioni o incidenti - proprio come opere d’arte in un museo - e la storia delle misteriose apparizioni probabilmente iniziò ad essere ripetuta nei bar o durante le cene tra amici e parenti, come si racconta una storia curiosa ma archiviata.

Eppure, un paio di giorni fa, quando ormai nessuno se lo aspettava, l’artista misterioso è tornato a farsi vivo, facendo ritrovare in città addirittura due opere: una strana costruzione di tazze di tè dedicata al Book Festival - in corso nella città nel mese di agosto - e un’altra strana scultura raffigurante un ragazzo sperduto tra le piante, rinvenuta nello stand dell’UNESCO Edinburgh City of Literature…

Le sculture misteriose di Edimburgo 5 e 6

Insomma, il mistero continua, l’unica cosa certa è che 5 delle 6 sculture ritrovate ha un legame diretto con lo scrittore Ian Rankin: di sicuro non è un caso, ma per ora non se ne sa di più.

Via | Guardian
Foto | Chris Scott Flickr

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